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Ritorna Baso, impossibile non sentire qualcosa dentro. Perché Gianluca Basile per chi ama la Fortitudo è stato e rimarrà sempre un simbolo unico, un eroe umile e moderno, un uomo capace di andare addirittura oltre al giocatore, quel qualcosa in più che tocca solo a pochissimi, i campioni più veri. Ha incarnato e portato in campo il modo di essere e di vivere il basket di tutto il popolo biancoblù, ha sofferto e sudato ogni conquista, ha saputo rialzarsi e diventare ancora più forte dopo ogni sconfitta. Gianluca Basile è cresciuto con la Fortitudo, è diventato uomo e Capitano, dimenticando la proverbiale timidezza e diventando il faro dello spogliatoio. E la Fortitudo è cresciuta insieme a lui, percorrendo lo stesso percorso, con quell’ultimo grandissimo ciclo che ha visto svezzare i talenti di Mancinelli, Belinelli e Lorbek rendendoli il valore aggiunto a fianco dei titolari Basile, Smodis e Douglas per conquistare lo scudetto del 16 giugno 2005, per tanti aspetti forse ancora più sofferto e denso di significato di quello comunque unico del 30 maggio 2000. Il primo, e sempre con Baso in campo. Ritorna Gianluca Basile, qualsiasi parola appare addirittura di troppo. La sofferenza del distacco, quando dopo quell’ultima conquista ha deciso di cominciare un nuovo capitolo della propria vita e carriera a Barcellona, non può cancellare quello che è stato. E che rimarrà in ogni modo, a prescindere dall’ipotesi di un ritorno “a casa” che ha fatto sognare tanti già in estate, quando pure sia le sue parole che quelle di Zoran Savic avevano sempre sottolineato come la palla fosse nelle mani del Barca. Magari un giorno succederà di vederlo indossare di nuovo quel numero 5, oppure no. Per la Fortitudo, Gianluca Basile rimarrà sempre e comunque uno di noi.

Categoria: Calcio
 

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