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Sono iniziati questa mattina nella Cattedrale di san Pietro i riti della Pasqua presieduti dal Card. Carlo Caffarra. In mattinata tutti i sacerdoti della Diocesi hanno presenziato alla Messa Crismale durante la quale sono stati benedetti gli olii sacri che serviranno durante il tempo dell’anno. Il Cardinale ha rivolto l’omelia ai sacerdoti della Diocesi ricordando loro come “ La narrazione evangelica non è solo un’informazione storica di ciò che una volta è accaduto nella sinagoga di Nazareth. E’ la rivelazione di ciò che sta accadendo ora, oggi: “oggi in Gesù si adempie la profezia”. E’ possibile perché siamo «partecipi della sua consacrazione» e quindi capaci di far accadere l’oggi di cui parla il Vangelo; capaci di adempiere la promessa del Vangelo”. Li ha poi confortati per le tante difficoltà nel loro ministero: “Cari fratelli – ha detto l’Arcivescovo – possiamo attraversare ogni tribolazione; essere insidiati dallo scoraggiamento; cadere nel pericolo di essere avvelenati dal veleno della mormorazione contro tutti e contro tutto. Ma se restiamo fondati e radicati mediante la fede nella nostra appartenenza totale a Cristo; se la coscienza che abbiamo di noi stessi è la coscienza di essere partecipi della unzione di Cristo, nulla ci potrà separare da Lui. E la comunione con Lui ci basta. Infine citando S. Agostino ha concluso: «Il male che più di ogni altro debbono evitare coloro che pascolano le pecore di Cristo, è quello di cercare i propri interessi, invece di quelli di Gesù Cristo, asservendo alle proprie cupidigie coloro per i quali fu versato il sangue di Cristo».

La sera il Cardinale ha poi presieduto la Messa in Cena Domini, che ricorda l’istituzione dell’Eucaristia. “Perché – si è chiesto Caffarra – il Signore ha voluto che noi partecipassimo alla sua auto-donazione? La risposta l’ha già data Gesù: perché avessimo parte con Lui. Perché entrassimo nel suo dono, nel suo amore; o meglio, perché, il suo dono ed il suo amore entrassero in noi e ci trasformassero, rendendoci capaci si amare come Lui ha amato. Gesù in quella cena – ha proseguito – ha istituito l’Eucarestia. In questo modo egli continua a rimanere in mezzo a noi come colui che ci ha amati ed ha donato Se stesso per noi, e vi rimane sotto i segni che esprimono e comunicano questo amore”. Non limitiamo il nostro culto eucaristico alla celebrazione. – ha concluso il Cardinale – Ci sia nella nostra vita spazio alla sosta davanti all’Eucarestia, perché nel nostro silenzio adorante ne abbiamo una comprensione sempre più profonda”.

Le celebrazioni pasquali proseguiranno domani sempre alle 17.30 con la celebrazione della Passione del Signore, mentre sabato alle 21 la Veglia Pasquale. Domenica alle 10.30 la Messa di Pasqua sarà celebrata dal cardinale nel carcere della Dozza mentre nel pomeriggio alle 17.30 Messa episcopale in san Pietro.

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Categoria: Attualità
 

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