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La prima giornata del Bologna targato Zanetti è cominciata con tanta attesa. Fin dal mattino Luca Baraldi è entrato nel suo ufficio a Casteldebole, mentre i giocatori, con Marco Di vaio in testa sono arrivata intorno alle 14.00. Si è visto anche Miguel Britos, probabilmente appena arrivato, ed infatti, subito uscito per un giorno di permesso. Attorno alle 14.45 è arrivato anche Marco Pavignani, vice presidente, probabilmente per portare alla squadra il saluto della nuova dirigenza visto che il presidente è in vacanza. Intanto al centro tecnico i tifosi si sono radunati in maniera notevole: almeno 300 per salutare la squadra che si è fatta attendere non poco. L’appuntamento era per le 15.00 ma dopo aver visto l’addetto stampa Caliceti chiacchierare animatamente con Carmine Longo e successivamente con il medico sociale Nanni, verso le 15.35 sono comparsi i giocatori. Capitan Di Vaio, Viviano, Paponi, Casarini, Mudingayi e poi via via tutti gli altri. Il tecnico Malesani si è fermato almeno 10 minuti a parlare con Andrea Pisanu, indicando spesso la testa con il dito come per parlare di concentrazione o del fatto che molti dei suoi problemi, probabilmente, nascono da un fatto mentale.
Da Casteldebole dicono che il colloquio oggi non è avvenuto, che essendosi presentata poco più di metà squadra Baraldi abbia aspettato un giorno in più per parlare con i giocatori e che la mezzora di ritardo sia data dal fatto che i giocatori hanno iniziato il riscaldamento in palestra. Di sicuro ci sono due cose. La prima è che domani all’arrivo di tutti i giocatori saranno fatte le firme sul ritiro della messa in mora e partiranno i bonifici per le mensilità di luglio, agosto e settembre. Il secondo è che la presunta inchiesta sul Bologna non esiste. Sono state fatte richieste di documentazione in relazione ad un inchiesta su alcune procure e l’ipotetico punto che il Bologna avrebbe potuto perdere in relazione alla vicenda è solo invenzione giornalistica per destabilizzare una situazione che qualcuno continua a voler acuire invece di cercare, per il bene del Bologna, di riportare ad una normale dialettica tra persone. Poi nessuno deve essere amico di qualcun altro. Non è necessario andare a cena o al cinema con un collega di lavoro o con un proprio superiore. Ma se ognuno farà il suo, cercando di utilizzare la testa più che la pancia o l’impulso, le cose si sistemeranno, anche se qualcuno si diverte, giorno dopo giorno, a soffiare sul fuoco invece che gettarvi l’acqua.

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