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SE LO SONO strapazzato in tanti, a fine partita, soprattutto Rinaldi e Zanus Fortes, forse i compagni che più degli altri avevano capito il momentaccio che Mauro Pinton aveva attraversato. Nella stagione della verità, con maggiori possibilità di utilizzo per una minore concorrenza sul perimetro, il 23enne play-guardia fin qui era rimasto in ombra. O meglio: si era proprio eclissato, intristito, con quelle continue titubanze, con quell’ansia che caratterizzavano le sue apparizioni sul parquet. Ma a Faenza, nel delicatissimo derby con l’Aget, ‘Maurino’ finalmente ha tirato fuori la testa dall’acqua. Anche nel primo tempo, quando pur aveva messo sul ferro i primi due tentativi, negli occhi si intravedeva una luce diversa, una maggiore convinzione. E nella ripresa eccoli lì i suoi 11 punti a far schizzare via i Crabs, a irretire il passaggio a zona degli avversari.
Bombe pesantissime che andavano a scavare un solco profondo nel match, partita che vedeva il mestrino assoluto protagonista. «Sono veramente contento di essermi sbloccato — tira un sospiro di sollievo Pinton, un tipo che in allenamento quando alza la mano è una sentenza —. E’ vero, in palestra riesco a esprimermi, anche Max (Galli, il vecchio coach, ndr) mi diceva che lì non mi vedeva timoroso come in partita.
Non so nemmeno io cosa mi fosse successo e forse non serve neppure che stia lì a interrogarmi. L’unica cosa certa è che domenica ho fatto un pieno di fiducia formidabile».
PINTON rinato e Crabs che hanno riacquistato il sorriso nella ‘prima’ di Giancarlo Sacco. Una squadra, quella riminese, che ha lavorato benissimo sulle linee di passaggio (27 recuperi sono un’enormità), non permettendo all’Aget di andare mai in ritmo. «In difesa siamo stati perfetti — concorda Mauro —. I lunghi hanno fatto un gran lavoro su Bunn e noi ‘piccoli’ ci siamo mossi bene sugli esterni. E poi c’era energia, siamo riusciti a catturare tante palle vaganti, gli stessi palloni che prima ci sfuggivano».
Rimini volta pagina e la drastica scelta adottata dalla società viene subito confortata dai risultati. Ora, chiaramente, arriva il difficile, con la squadra che è chiamata a ulteriori conferme, per far sì che l’acuto al PalaCattani non resti un episodio isolato, dettato magari dalla reazione a caldo dovuta al cambio del ‘manico’. «Non credo assolutamente che resti una vittoria fine a se stessa, contro Imola il segnale è stato forte, non abbiamo mai tentennato — è ancora Mauro Pinton che parla —. Questo ritrovato entusiasmo ci accompagnerà ancora, abbiamo sofferto tutti quanti per questa situazione, sappiamo di non meritare l’attuale posizione di classifica e faremo il possibile per risalire».

Categoria: Basket
 

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