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Tutto così in fretta, che in molti sono rimasti spiazzati da una decisione repentina e immediata, fondamentalmente diversa dal modo di agire che la società di via Dante aveva condotto negli ultimi anni. Sempre conservatrice, mai propensa al colpo di spugna.
Se Braschi e Vecchiato hanno deciso così, è stato di sicuro per il bene della squadra, e perché avranno avuto le loro buone ragioni.
Resta comunque il fatto che Galli, dopo il Taurisano che si vide esonerato addirittura 15 giorni prima dell’inizio del campionato (parliamo di una vita fa), è l’allenatore più prematuramente sollevato della storia del Basket Rimini. E la cosa ha stupito se si pensa che in estate, quando ancora non si era certi di partecipare al campionato oppure no, Galli si era tenuto disponibile lavorando in sede con Vecchiato alla costruzione della squadra. Fortemente voluto da tutti, e fortemente sponsorizzato da Giampiero Ticchi, la trade union della teoria “All Crabs” che prese vita nell’estate 2006 dopo la fine dell’era Capicchioni.
Massimo arrivò all’alba della diaspora carassiana, e sia come responsabile del settore giovanile, carica che ricoprì fino al 2007, sia come allenatore in seconda, ha sicuramente contribuito alla ripresa tecnica e mentale di un ambiente molto scosso da quella profonda spaccatura. A lui va detto grazie per tutto il lavoro in palestra e fuori, perché non è stato un semplice allenatore, ma un “uomo Crabs” vero e proprio. Ha pagato la poca chiarezza dei ruoli e – spiace dirlo – la scelta De Pol che fin qui si è rilevata purtroppo sbagliata.
Detto questo, due parole sulla nuova era Sacco. Premesso che nessuno ha la bacchetta magica, di certo la differenza tra i due “personaggi” pare già evidente. Il 51enne di Pesaro è un sanguigno, uno da “pane al pane e vino al vino”, caratterialmente più vicino a Giampiero Ticchi e tecnicamente più classico, più pratico, più pragmatico. Motivatore? Probabile, ma se di colpo i problemi di poca personalità e di nascondino di qualche interprete biancorosso (Goss e McCray su tutti) scompariranno, allora significherebbe che effettivamente serviva il pugno di ferro e che forse qualcuno si è approfittato della “bontà” di Cedro. Urge una sveglia, gli alibi sono finiti. C’è un patrimonio che si chiama LegaDue da salvaguardare, se ne ricordino bene tutti quanti.

Categoria: Basket
 

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