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Terremoto a Reggio Emilia. No, state tranquilli, è solo la fischiata e inguaiata Trenkwalder a sentirlo forte e chiaro. Lo hanno provocato i pazzeschi Granchi di sti tempi, gente capace di giochicchiare per 30’ prima del crash boom bang globale. Una roba catastrofica, racchiusa in numeri che vi citiamo perché sono meglio delle note dell’Aida. 35-15, 51 a 1 (!!!) di valutazione, tutto per la Coopsette, non bellissima per 25’ ma poi pronta, nel momento di calo avversario, a piombare sulla preda senza lasciarle alcuna possibilità di reazione. Ribaltata anche la differenza canestri (ma chi ci pensava?), non dite a Sacco che Rimini è salva. Potrebbe provocare un terremoto per davvero.
Dopo due minuti di schifezze (tiri al piccione, perse di qua e di la, occhi sgranati), finalmente un po’ di pallacanestro: Reggio tenta di scappare agganciandosi a Fultz (7-3 al 3’), la Coopsette reagisce con un paio di siluri di Scarone e McCray, beneficiando anche delle paranoie reggiane con 3 metri di spazio (7-11 al 5’).
Si continuano a vedere però cose che con questo sport hanno poco a che fare: infrazioni di 5”, palleggi sui piedi, Kesicki che costeggia il campo manco fosse il grande puffo. In tutta sta meraviglia, le triple della Trenk – 2/2 Fultz – ridanno fiducia ai padroni di casa, che però non cavalcano l’onda perché dietro ci sono svariati problemi a contenere i dai e vai scolastici tra Goss e Zanus (Rinaldi subito fuori per una botta, 19-21 al 9’).
I Crabs però sono spreconi, arruffoni e deconcentrati: concedono di tutto a Fultz, non capitalizzano un paio di transizioni 3 contro 1 (McCray e Gurini) e lasciano 3 rimbalzi offensivi cruciali al nemico. Il risultato è il primo strappo reggiano, un 10-0 travolgente suggellato dal terzo siluro di Marco Carra (36-24 al 13’): Sacco ne ha abbastanza di Gurini, e manda in avanscoperta De Pol e Pinton.
La mossa da almeno un po’ di equilibrio ai Granchi, che con Goss e Sandrino, intelligente nell’attaccare il bimbo Defant, tornano a vedere la luce con 4 minuti di migliori letture (40-37 al 17’, break 4-13). Reggio segna solo su tiro libero (Carra illibato), ma nonostante 3 cosacce di McCray Rimini rimane in targa con le saggezze di De Pol (8 punti, un fattore) e la solita scaronata anti tempesta (46-43 al 20’).
Zanus, servito magnificamente da Goss sui pick & roll, ne mette 5 che compensano i troppi rimbalzi offensivi concessi da Rimini (50-51 al 23’), ma è un lampo nella nebbia visto che si continua con le disconnessioni pericolose. Fultz e Boscagin ne approfittano tenendo sopra il 50% la media da tre della Trenk, Rimini spreca altri 3 contropiedi potenzialmente caldi: si va avanti di errore in errore, e il tutto fa ovviamente il gioco di Reggio Emilia, che almeno si va a cercare falli invece di tentare cose complicate (57-54 al 27’, dentro il riposato Carra).
Non c’è continuità, però: i Crabs fanno – Goss e Pinton, 57-59 e palla in mano – e disfano (3 perse, tap in di Smith e Infante) con disarmante semplicità. L’ultima boa è virata sul +1 Reggio (62-61), ma è il quarto fallo di Zanus che preoccupa parecchio.
Non a caso, dopo il terzo boom di Pinton (64-66 al 32’), Infante comincia a banchettare su Kesicki a piacimento: nella scarpata, però, la Coopsette trova un appiglio inatteso, con tre bombe in striscia di Goss (2) e McCray a pitturare un tentativo di fuga (71-79 a 4’30”) che diventa addirittura un +15 pazzesco grazie a 7 “buoni propositi” consecutivi di Kesicki, solo soletto quando inchioda la schiacciata del 73-88 nel silenzio irreale di via Guasco.
Ma non è finita: ci pensa Phil Goss, a far tremare ancora di più la terra reggiana, con due missili terra aria da 9 metri che dipingono una punizione finale forse troppo pesante per la Trenk, ma dannatamente bella per i Granchi, che adesso vedono la salvezza a un passo e il derby con Imola come trampolino verso un qualcosa di innominabile.

Categoria: Calcio
 

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