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Tutti sulla tavola, c’è un onda da cavalcare. Si è creata nel terzo quarto di Cremona, una decina di giorni fa, frastagli azzurri di un mare un po’ diverso, per questi Granchi speranzosi che dopo essere caduti un attimo dal surf lo hanno ripreso in quel di Brindisi.
Più equilibrati, più coraggiosi, anche più smaliziati, se vogliamo. Non certamente perfetti, anzi, ma all’apparenza più disciplinati, quasi come se la “cura” Sacco stia un poco alla volta penetrando all’interno di un sistema stravolto, ma forse più adatto a questi interpreti. Il problema – o la fortuna? – è che dopo il test d’ammissione pugliese, arriva subito l’esame vero e proprio, in un 105 Stadium che apre i battenti per il primo turno infrasettimanale dell’anno.
C’è Roseto, un pelo sotto l’onda dei Crabs. C’è Lloreda, c’è Tony Trullo, c’è una diretta concorrente per la salvezza (ore 20.30, fischiano Vicino, Terranova e Beneduce). Sarà il caso di rimanere sulla tavola, “surfando” due punti di platino visto che si è ancora ultimi anche se in nutrita compagnia.
“Dobbiamo vincere, poche storie – ci va giù dritto Giancarlo Sacco – perché Roseto ha 4 punti in più di noi ma è una squadra del nostro livello, così come lo era Brindisi, e così come lo sono Pistoia e Venezia, quelle che affronteremo prima della sosta. Lo dice la classifica, e io tendenzialmente mi baso su quella”.
La formula giusta è sempre la stessa: coraggio, fiducia, determinazione. E tranquillità, visto che fino a qui in casa i Granchi hanno sorriso una sola volta (su cinque), mentre fuori sono arrivati due successi e un ko, quello con Soresina, praticamente regalato.
“Pressione da 105 Stadium? No, direi semmai l’opposto – la vede così Sacco – nel senso che i ragazzi qui vogliono sempre dimostrare qualcosa, forse perché devono invogliare la gente a seguirci, e magari per portare al palazzo un po’ più di spettatori. Questa voglia di dimostrare si tramuta in pressione, ma nasce da un concetto diverso da quello che anima piazze come Brindisi, Veroli e Cremona, ad esempio”.
Un po’ come un ristorante, dove torni se mangi bene, se ti servono bene, se magari il rapporto qualità – prezzo è quello desiderato. Il menù dei biancorossi, contro Roseto, prevede per caso un “ammazza – Lloreda” come digestivo?
“Mah, qui si tratta di fare una scelta: o triplichiamo il panamense rischiando che gli esterni ci puniscano da fuori, oppure evitiamo eccessivi aiuti e stiamo attenti a tutti, anche concedendo 30 punti a Lloreda. Io cosa faremo lo so già, ma ovviamente non ve lo dico”.
Ci mancherebbe altro. Anche perché i Crabs faranno meglio a pensare a loro stessi, alle responsabilità individuali tanto care a Sacco, alla rotazione di palla, ad evitare alcune sciocchezze che ancora, in certi frangenti, tendono a venire fuori.
“Stiamo migliorando – concorda il coach pesarese – anche se di strada davanti ne abbiamo talmente tanta che la fine non si intravede neppure. In attacco la circolazione di palla è più veloce, quelle maledette ‘palleggiti’ stanno quasi scomparendo anche perché io le odio, servono solo a mandare fuori ritmo tutti. Sono contento di Rinaldi, Pinton e De Pol, ma mi aspetto che adesso si confermino: dobbiamo evitare gli strafalcioni non provocati, e pensare solo a mettere in campo tutta l’intensità possibile. Voglio una squadra che dia di morso, indipendentemente da chi è l’avversario”.

Categoria: Calcio
 

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