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Deluso, rammaricato, arrabbiato. Giancarlo Sacco già alla vigilia aveva annusato una situazione generale che lo preoccupava e non poco. Questione di energie, in effetti, perché l’intensità messa sul parquet dall’Aget è stata il doppio di quella spremuta da Rimini.
“Una brutta partita, c’è poco da dire – analizza il coach dei Crabs – cominciata male, anche se ci aspettavamo di non essere al meglio soprattutto mentalmente, visto che abbiamo tirato il collo per tanto tempo ai ragazzi. Come nel match con Venezia, quando in questo maledetto Flaminio arrivammo usurati, si è ripetuta una partita simile dove Imola è stata bravissima a mantenere pericolosità su due giocatori, Bunn e Riley, che di fatto hanno vinto la partita. Il 7/7 da tre di Riley ci ha ammazzato. Evidentemente il lavoro che avevamo fatto in settimana non è stato sufficiente”.
Le scarse percentuali biancorosse, non in linea con le mani morbide delle prestazioni recenti, sono state di sicuro un fattore determinante del ko.
“Sono d’accordo sul fatto che Imola ci abbia aggredito sui giochi a due, ma abbiamo tirato spesso da liberi, e non è consueto per noi quel 26% da tre punti: pur facendo diverse castronerie difensive, sarebbe bastato un niente per portare a casa il derby. Per lunghi tratti potevamo strappare, ma ogni volta commettevamo un’ingenuità. E poi nelle ultime tre partite loro hanno tirato 9/65 da tre, stasera 9/18, mentre noi che di solito tiriamo bene dall’arco non siamo riusciti spesso a metterli, addirittura in un paio di German con aggiustamento dei piedi. Se sbagli cose per te normali, poi le paghi, ma l’aver perso per due tiri dimostra che nonostante gli errori, sarebbe bastato pochissimo per portarla a casa. Lo ripeto, è stato come con Venezia”.
Per l’ennesima volta i Crabs steccano il match della “bolgia” e del “titolo da prima pagina”. Un vero peccato.
“La delusione per tutta la gente che c’era era grande e molto palpabile pure nello spogliatoio: le due partite in cui avremmo potuto premiare i nostri tifosi sono coincise con due momenti di appannamento. Non è una giustificazione, ma una constatazione: quando la stanchezza ti toglie lucidità poi finisci per avere meno sicurezza e questo in campo si è visto”.
Ha fatto specie, negli ultimi 4’, vedere McCray seduto in panchina: cambio punitivo?
“No, ma bisogna che lui capisca che è indifferente se lui fa 15 e dall’altra il suo avversario ne fa 30: non possiamo permettere a Imola di farci 90 punti qui da noi. Il target difensivo era quello, Gurini aveva fatto un ottimo lavoro, e nel momento clou Chris lo ha sfidato a tirare guardandolo sapendo che aveva fin li un 5/5 da tre. Sull’impegno non posso dire nulla, i ragazzi hanno lottato ma evidentemente non ne avevamo più di così da spendere. La classifica? Eravamo nella mischia e ci siamo ancora, non è cambiato niente. La sosta ci servirà per ricaricare un po’ le pile, poi ci butteremo con entusiasmo nel rush finale”.
Lui, il suo derby, lo ha giocato alla grande, per lo meno in attacco. 17 punti con ottime percentuali, 8 rimbalzi e 3 recuperi in 34’ di dominio sotto i ferri imolesi da parte di Tomas Kesicki, però, non sono bastati per evitare un ko che fa molto male ai Granchi.
“Ho giocato bene a livello di numeri – non è di sicuro felice il polacco – ma come tutta la squadra mi prendo le mie responsabilità perché abbiamo attaccato male, forzando e lasciando la palla ferma invece di muoverla. Il primo motivo è li, il secondo in una difesa troppo poco aggressiva, che permetteva a Imola di trovare Bunn ma anche i tiratori Riley e Valters. Bunn è un giocatore che quando riceve la palla quasi mai la passa fuori ma noi abbiamo comunque raddoppiato male, senza costrutto. Poi lasciar tirare Riley da libero è un errore grave, ma anche noi abbiamo avuto tiri aperti che non ci sono entrati”
Lasciano stupiti le percentuali negative della Coopsette, che come contro Venezia, evidentemente non ama i ferri del Flaminio.
“Secondo me è una questione di selezione – continua – molti tiri erano senza ritmo, da fermi, dopo un palleggio o due mentre di solito noi creiamo i nostri tiri aperti con due tre passaggi e una conclusione immediata. Penso che adesso la pausa ci farà bene perché German ha detto a fine match che non sentiva le gambe, e ci sono giocatori come Tommy e Goss spremuti tantissimo. Noi dobbiamo risposarci e affrontare le partite che rimangono convinti che ogni match sarà durissimo: dobbiamo stare attenti alla classifica, anche Pistoia ha vinto e quindi siamo messi come eravamo messi due mesi fa”.
Era un vincere o morire, ma Massimo Bianchi mantiene il consueto aplomb nonostante questo colpaccio, per l’Aget, valga come un 6 secco al Superenalotto. Per di più, Imola ha nettamente meritato il successo, rimanendo sempre attaccata al match e punendo i Crabs con bombe devastanti, un 61% dall’arco che di fatto è stato la
“Un derby è sempre speciale – attacca – per i tifosi, per la società e anche per noi. Dopo 50 giorni siamo riusciti ad allenarci con un’ottima qualità di lavoro, la squadra ha giocato con grande intensità per 40’ contro una Rimini in formissima. E’ importante per noi perché significa che non abbiamo mollato e che possiamo ancora sperare di salvarci”
Imola ha vinto perché ha sempre avuto pazienza nella circolazione di palla, senza fossilizzarsi solamente su Bunn che è stato speso servito dopo 3 o addirittura 4 passaggi. La serata monstre di Riley, con un 7/7 da tre incredibile e quei 5 punti finali in faccia alla difesa dei Granchi come ciliegina sulla torta di una prestazione da leader vero.
“Le percentuali sono dipese dal fatto che abbiamo mosso benissimo la palla, consci del fatto che loro avrebbero chiuso tanto su Bunn – continua – non siamo andati da Phil subito, ma abbiamo cercato i tiratori sul perimetro per liberare Valters e Riley. Mykal è stato bravissimo, lo abbiamo preservato un attimo ad inizio quarto periodo perché aveva 3 falli, ma la chiave è in difesa, tenere Goss e Scarone sotto il loro standard e non di poco è la vera motivazione del successo. Difendendo, in ogni caso, te la giochi per 40’ sempre”.
Dopo una settimana difficilissima, una boccata d’ossigeno che tiene in vita un’intera stagione: l’aver recuperato due pedine come Bunn e Pugi si è rivelato comunque un qualcosa di imprescindibile per una squadra che ha bisogno di tutti gli effettivi.
“Era normale fosse così, Bunn è il capocannoniere del torneo. Con lui è diverso, ma lo ripeto, la determinazione di aver lavorato nella maniera migliore in settimana la domenica ti aiuta e non poco. Purtroppo quando ti mancano tanti giocatori importanti la squadra vale di meno, è così per chiunque in LegaDue come in serie A. Adesso siamo al completo e ci giochiamo le nostre carte”.
Tecnicamente parlando, un’altra eccellenza imolese si è vista nella difesa sui giochi a due della Coopsette: Goss e Scarone non sono mai riusciti a liberare i compagni come di solito fanno.
“Questa sera, a differenza dell’andata, siamo stati bravissimi a rintuzzare ogni tentativo di fuga dei Crabs perché eravamo mentalmente a posto, tutti uniti verso lo stesso obiettivo. Abbiamo lavorato tantissimo sulla difesa sul pick&roll, la Coopsette è li che prende il vantaggio e quindi è li che sapevamo di dover agire più di tutto. Avevo chiesto ai lunghi un lavoro extra, per non permettere a loro di cambiare lato velocemente”

Categoria: Basket
 

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