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La scopa nuova spazza bene per tre volte, diceva il saggio. Magari, aggiungiamo noi. L’effetto “pulizia” di Giancarlo Sacco è durato giusto il tempo di una “passata”, visto che i biancorossi falliscono, e di parecchio, il possibile match della svolta, sbattendo le chele contro un avversario tosto come Veroli, che prima resiste alle folate estemporanee dei Granchi, e poi, nella ripresa, punisce la non difesa riminese, l’approssimazione offensiva e un atteggiamento molle e appagato (da cosa non si sa), che fa il paio con un Phil Goss da censura, danni reiterati in campo e pure una brutta reazione con espulsione annessa. E’ la quarta sconfitta su 5 match interni, una media – purtroppo – oggettivamente inquietante.
Ci va Scarone, sul temuto Jerome Allen, ma più che tatticismi difensivi, in avvio si vede un discreto baloncesto d’attacco, coi Crabs che occupano benone gli spazi innescando sia Rinaldi (7 in striscia) che Chris McCray: sull’onda di un Kesicki al solito indaffarato, i Granchi tentano la fughetta (13-7 al 5’) nonostante la sapienza di Michi Mian, 5 in fila per respirare.
Il problema, per Trinchieri, è che Hines accende la seconda lampadina subito, e che nessuno pare poter contenere McCray: il coach milanese allora stravolge il quintetto – dentro Rossi, Migliori e Bianchi – e la mossa ha il suo perché, se la Prima registra i giri e torna a un palmo grazie a 4 lunette di Marco Rossi (17-15 all’8), al pressing che funziona e alle scadenti percentuali da fuori di Rimini, sorpassata dal triplone con urlo di Nissim (17-18 al 9’, 0-8 il parziale aperto).
Il match è di fatto nell’onda dei ritmi verolani, anche perché Goss non segna mai e dietro si balla un po’ troppo, tra rimbalzi offensivi concessi morbidamente e il bum bum firmato Mian – Rezzano (23-26 al 14’): i Granchi fanno terribilmente fatica, a crearsi i famosi “tiri aperti” che vuole Sacco, e allora ci vuole tutto il talento di McCray, invenzioni in solitaria che producono ossigeno liquido per le chele dei Granchi (31-28 al 17’, 8 in fila per C-Mac).
E allora, tra l’ennesima schifezza di Allen (1/4 e 4 perse nei primi 20’), il terzo fallo in attacco di per il primo, vero strappo del match, un +10 che poi non viene capitalizzato al meglio ma che comunque frutta un the caldo sul 41-33 (secondo fallo tecnico alla panchina frusinate).
Il 60-23 nella valutazione di metà via spiega che i Crabs non capitalizzano il “creato”, e la punizione della Prima arriva immediata, con un 12-4 in meno di 4’ che rimette tutto in parità perché la faccia difensiva biancorossa è inesistente, mentre Nissim, Gatto e Mian riescono a mettere in ritmo anche il desaparecido Allen (45 pari al 24’).
L’inerzia è completamente verolana, i Crabs non difendono, non attaccano e sembrano di nuovo quelli di del “prima Sacco”: Allen e Nissim invece tornano quelli veri, irretendo un Goss ai minimi termini, che si fa espellere per una reazione su Mian. E cosi i ciociari scappano via di brutto, sulla bomba di Allen che spara per il +11 esterno (47-58 al 28’, dentro Gurini e Pinton): Rimini si arrabbia e si affida alla garra di Scarone, che ne mette 7 nel ping pong di polpastrelli con un Allen tornato in ufficio (56-63 al 30’, 15-30 il parziale del terzo periodo).
Non c’è, più, la squadra di Sacco, che finito il nervoso torna a “non giocare”: per Gatto e Mian, tra miriadi di palle vaganti ciociare, è uno scherzo mettere in ghiaccio il match (56-68 al 32’, 58-75 al 36’ sulla tripla di Migliori), anche perché i Crabs, se possibile, diventano ancora più brutti di prima, facendosi asfaltare – mai successo con Galli, va detto – nella più brutta prestazione stagionale, che riporta tutti sulla terra dopo gli eccessivi gasamenti post derby. E con Imola scappata, Venezia corsara a Pistoia e due trasferte proibitive all’orizzonte, sarà il caso di darsi una bella “radanata”. Perché non si può cambiare allenatore ogni settimana…

Categoria: Basket
 

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