Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

NON HA i baffi, Giacomo Gurini, e almeno questo lo differenzia dal padre Paolo, che giusto una trentina d’anni fa fu giocatore del Basket Rimini, l’allora Sarila. Era la stagione 77/78, al timone c’era Alberto Bucci e in primavera arrivò la prima, storica promozione in A2, con Gurini senior protagonista al pari dei compagni di quella felice cavalcata. E adesso tocca a Giacomo, pure lui soprannominato ‘Guro’ come vuole una tradizione di famiglia, vestire la casacca dei granchi. Con giustificato orgoglio.
«HO AVUTO questa opportunità e l’ho presa al volo — attacca la 24enne guardia pesarese, che solo un mese fa ha appreso dei trascorsi riminesi del genitore —. Sono in una società seria, per di più vicino a casa. E’ davvero il massimo…», non nasconde la sua felicità l’esterno cresciuto nella Scavolini, un cestista che ha viaggiato poi tra B2 e B1, con un ultimo, convincente campionato a Fossombrone in B d’eccellenza. «Avevo un ottimo rapporto con il coach (Riccardo Paolini, ndr), sentivo la fiducia e penso di essermela cavata bene», sostiene Giacomo. Un paio di mesi fa il provino con i granchi, da lì a poco l’accordo. Per una storia che ricorda quella di Federico Tassinari, la guardia-ala che debuttò in Legadue a 26 anni, dopo aver convinto coach Murat Didin in un raduno estivo. Ma che tipo di giocatore è, il figlio d’arte Gurini? «Mi reputo bravo in difesa, gioco sempre con grande grinta. Per il resto devo lavorare davvero tanto per farmi trovare pronto in questa categoria, per me nuova». Una ‘sentinella’, dunque, che Massimo Galli potrà sfruttare per qualche missione speciale. In ogni caso, con 5 esterni senior per 3 ruoli, i minuti a disposizione non dovrebbero mancare. «Vedremo, io chiaramente ci spero…», incrocia le dita Giacomo, un metro e 90 di altezza senza rialzo sotto le scarpe.
«E’ UN ragazzo interessante, che può difendere su più uomini, dal 2 al 4 — così lo dipinge Maurizio Ferro —. Se migliora nel tiro da tre può svoltare, può compiere un importante salto di qualità», lo sprona il ds dei Crabs, un tipo che di triple se ne intende. E la squadra, come evolve? «Mi sembra che ci sia equilibrio, una giusta miscela tra gioventù ed esperienza. Se i due Usa sono ok, ci sarà da divertirsi», aggiunge Ferro. A proposito di americani, l’arrivo dell’ala Chris McCray appare sempre più certo, così come è stato individuato bene il play-guardia.

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.