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German, zona e pick & roll. Non è la rievocazione “baskettara” di un celebre detto degli anni ’70, ma semplicemente il passato, il presente e il futuro di questa Coopsette tornata in linea di galleggiamento dopo le apnee delle ultime settimane.
Aldilà dei 2 punti vitali e necessari, visto che Imola, anche grazie ai Granchi, è ufficialmente resuscitata e magari adesso batterebbe anche il Montepaschi con Bunn su una gamba sola, è il “come” è arrivata, questa benedetta vittoria, che ha riportato un po’ tutti a rivedere i recenti Granchi, quelli da corsa e battaglia, quelli da spettacolo e sofferenza, quelli da genio e sregolatezza.
Se il modus operandi visto contro l’Enel sarà lo stesso nei prossimi e decisivi 5 turni, c’è di che essere ottimisti.
German fuori categoria Se volete parliamo pure del sesso degli angeli o della pace nel mondo, ma a volte l’evidenza è talmente banale che sarebbe il caso di ripeterla più spesso. German Scarone è, probabilmente, il giocatore più determinante di tutta la LegaDue. Lo è per chi ci gioca contro, figuriamoci per chi ce l’ha come compagno. Sacco lo ha ammesso, e sentire qualcuno che “dice le cose come stanno” fa sempre bene in un mondo di ipocriti. Se German prende la bacchetta e dirige l’orchestra, questa squadra può battere chiunque.
Del resto lo ha fatto, visto che le uniche due squadre che hanno vinto sia all’andata che al ritorno coi Crabs, fin qui, sono state Veroli e Soresina, e in entrambi i casi parliamo di regali enormi (Cremona all’andata, Veroli al ritorno) da parte dei biancorossi, roba da mangiarsi le mani ancora adesso visto dove si sarebbe senza simili sperperi.
Se viene un minimo tutelato e soprattutto riesce a gestire il dolore al piede, è come avere un terzo americano, con in più la voglia di andare oltre e una calamita interna per i compagni che contagia tutti. La speranza è che tenga botta.
Zona mista Il futuro forse potrebbe essere un tantino diverso. Dopo anni luce a uomo, Sacco ha mostrato qualche minuto di zona adattata, purtroppo annientata da due bombe brindisine che lo hanno costretto a ricredersi. Perché serve, di qui in poi, qualcosa di diverso per sparigliare le carte, anche solo per evitare che chi prepari le partite contro Rimini sia tranquilla sul da farsi. La panchina, poi. Contro Brindisi ha prodotto 32 punti: Gurini e De Pol, 28 in due, gli uomini della scintilla. Chi gioca bene resta, chi non abbassa la gambina scende. Elementare, Giancarlo. Ma il tutto è figlio del solito, vecchio pick & roll.
Pick & Roll “Per due mesi e mezzo abbiamo portato a scuola di pick & roll tutta l’Italia” ha detto il coach pesarese in sede di commento post partita. Vero. Rimini vive e muore sull’esecuzione di un concetto molto semplice ma altrettanto redditizio: se la palla si muove e il timing è quello giusto, arrivano scarichi per Rinaldi (o Kesicki) difficili da marcare oppure ribaltamenti sul lato che aprono il campo e permettono i famigerati “tiri aperti” tanto cari ai Granchi. Scarone e Goss sono maestri in tutto ciò, ma vanno tutelati. Così come certi tiri bisogna metterli: i 26 assist di squadra e il 13/25 (52%) da tre contro l’Enel è l’acqua calda, scoperta il giorno nel quale nessuno ha osato dire “troppe bombe”. Se le metti, poi l’area si apre. Se si apre, i giochi a due hanno tre opzioni. German, zona e pick & roll. Cosa c’è di più semplice al mondo?

Categoria: Calcio
 

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