Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Sudore e lacrime, passione e cattiveria. E pallacanestro da combattimento. Sarà cosi anche con Massimo Galli. Magari anche più di prima, e questo è il sogno di tutti i tifosi dei Crabs, adesso affidati all’ex vice di Giampiero Ticchi, presentato ieri presso il ristorante Il Giardino dei Pini, a due passi dalla sede di via Dante.
“Una scelta non di comodo ne di necessità – l’incipit di Renzo Vecchiato – ma fatta nel segno della continuità. Negli ultimi 15 anni questa società ha lanciato ‘vice allenatori’ come Piero Bucchi, Giampiero Ticchi, Massimo Bernardi, Paolo Carasso a head coach. Auguro a Massimo le stesse fortune dei suoi predecessori”.
Una strada irta e tortuosa da percorrere, per il quasi 48enne varesino, che raccoglie la pesantissima eredità di Giampiero Ticchi, suo compagno di avventure nelle ultime due stagioni e poi primo ‘sponsor’ per la sua successione.
“Sono onorato di far parte del progetto Crabs – le prime parole di ‘Cedro’, che vanta un buon passato da giocatore in cadetteria – e ringrazio la società per avermi dato fiducia, così come divido il merito di essere arrivato fino a qui con tutti gli allenatori delle giovanili e con Giampiero Ticchi, un grande coach e una grande persona, con la quale ho costruito un rapporto umano bellissimo”.
Dal maestro all’allievo? Non proprio, visto che Galli è in trincea dal 1994, quando entrò nello staff tecnico del settore giovanile varesino, “dove riuscimmo a far esplodere tanti ragazzi vincendo tanti titoli”. Prima del passaggio a head coach della prima squadra nella stagione 1999-2000, “un anno negativo, per tanti motivi, primo tra tutti la poca fame di giocatori che avevano vinto lo scudetto l’anno prima. Andò male, e pagò il sottoscritto, come spesso capita nello sport”.
Dopo l’addio a Varese nel 2003 e la parentesi a Busto Arsizio, in B2, l’approdo alla corte di Capicchioni, come responsabile del settore giovanile biancorosso e vice allenatore della prima squadra. Fino all’investitura definitiva, roba di circa un mese fa.
“Il presidente Braschi mi ha chiamato chiedendomi la disponibilità – svela il ‘non mistero’ Cedro – e ho accettato con entusiasmo, perché penso che sia l’occasione giusta nel posto giusto. Sono super motivato a dare il 100%. ‘Entusiasmo’ e ‘sputare sangue’ saranno le parole d’ordine di ogni allenamento. Il nostro obiettivo è combattere, dare tutto, sempre e comunque. Solo così ripagheremo tifosi e società”.
Scarone, Zanus Fortes, Pinton, Rinaldi. Subito Gurini e De Pol (già presi, si aspetta solo l’ufficialità), prima di tuffarsi sui due americani. E il basket delle ultime stagioni.
“Si, tecnicamente le mie idee non si discostano più di tanto da quelle di Giampiero. Triangolo? Dipende dai giocatori che avremo: due anni fa li avevamo perfetti per giocare così, l’anno scorso un po’ meno. Cerchiamo un play guardia capace di convivere con Scarone e di togliergli pressione sul perimetro, e un ala piccola che sappia segnare ma anche difendere e prendere rimbalzi. Il fromboliere? Ci servirebbe, faremo il massimo rispettando il budget. De Pol sarebbe l’ideale per noi, soprattutto per sostituire mentalmente Guarasci. E Gurini è uno che ha fame. Rinaldi? Avrà tanto spazio, proprio come Pinton”.
Tutti nella stessa barca, col sogno di portarli ancora oltre. Un altro viaggio, un altro timoniere. Ma la stessa fame. Da quella non si prescinderà mai.

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.