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La Virtus archivia, con il doppio impegno che l’ha opposta a Roma nel week end, il suo lungo precampionato, iniziato oltre un mese fa con lo scrimmage di Pistola a porte chiuse di ritomo dalla Garfagnana: dodici partite di cui si è tenuto il punteggio, con il mero dato statistico di sette vittorie e cinque sconfitte (due delle quali con le corazzatissime Siena e Cska, le altre con il Panellinios all’esordio di Loiano, con l’Honka nella trasferta finlandese, e contro la Lottomatica sabato). Una lunga maratona, causata anche dal rinvio del campionato – che, sorprese permettendo, avverrà domenica prossima affrontando Biella alla Futurshow Station – e che forse Renato Pasquali avrebbe limato di qualche uscita, se come ha detto sabato «vanno bene le partite contro squadre blasonate comeRoma, ma ora ci serve anche tanta palestra». E, anche per questo motivo, nella settimana che sta per iniziare non verranno programmate altre amichevoli, almeno a porte aperte. Nell’attesa di rivedere in allenamento lo sfebbrato Jamie Arnold, oltre ad Earl Boykins, lasciato a riposo sabato per smaltire la botta alla spalla presa contro Ferrara, tocca ad Alex Righetti raccontare la situazione di un gruppo che ieri sarebbe dovuto andare ad affrontare la Premiata Montegranaro: doveva essere la sfida tra Boykins e Kemp, ma il destino della serie A (oltre alla disastrosa condizione fisica di “Thè Reignman”, con fuga dalle Marche e inevitabile addio al sogno Sutor di tesserarlo) ha voluto diversamente. «Questo rinvio un po’ ci infastidisce – dice l’ex azzurro – perché quando inizi la preparazione hai degli scopi ben precisi, e gli intoppi rischiano di scombinare i piani. Noi siamo giocatori, per cui è normale che le partite le vogliamo giocare. Poi in questo momento il basket non sta dando una bella immagine, dato che probabilmente si poteva intervenire prima, laddove si erano riscontrati problemi con determinate società. Ovvio che non sia contento per i tifosi di Napoli, e ancora non sappiamo cosa ne sarà di Capo D’Orlando, ma ci vuole chiarezza, controlli che funzionino e che tutelino i club che dimostrano serietà e puntualità nei pagamenti. Dobbiamo crescere, e credo che Dino Meneghin possa essere la persona migliore per traghettare la Federazione in questo momento delicato. L’ho conosciuto quando era nello staff della Nazionale di Tanjevic, è una persona che ha tantissima esperienza, da giocatore e non». Detto dell’Italbasket, Righetti approfondisce la situazione in casa Virtus, dopo l’ultima uscita contro la sua ex Roma. «Sabato ci abbiamo messo molto impegno, e pur dispiacendomi per la sconfitta penso che sia stato un buon test, dando quello che potevamo viste le assenze. Siamo una squadra con tanti giocatori, ognuno ha un proprio ruolo specifico, e ci servirà tempo per determinare quelle che saranno le gerarchie e quelli che saranno gli aghi della bilancia all’intemo della squadra. Quindi, dal nostro rendimento si decideranno gli spazi in campo e le scelte migliori per riuscire ad ottenere il massimo. Io personalmente sono abituato, viste le caratteristiche del mio fisico, a partire lentamente, soffrire in preparazione, e arrivare a una forma corretta con il passare dei giorni: ritengo mi manchino ancora 2-3 settimane per arrivare al top, ma quello che conta è fare piccoli passi, andare avanti piano piano, volta per volta. E, soprattutto, essere pronti per domenica prossima, sempre che si giochi…».

Categoria: Calcio
 

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