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Con due fredde righe, polverizzato un rapporto di 6 anni. Con due fredde righe, il Basket Rimini ha comunicato la decisione di esonerare Massimo Galli, ricorrendo al suo posto all’esperienza ventennale di Giancarlo Sacco, pesarese di 51 anni, amicissimo di Giampiero Ticchi e profondo conoscitore della realtà cestistica riminese.
Una decisione difficile, per certi versi paradossale e controversa, se si pensa che l’ultimo coach esonerato, da queste parti, era stato Tony Trullo, licenziato il 16 dicembre 2002 dalla famiglia Capicchioni, allora proprietaria dei Crabs, per far posto al turco Murat Didin.
Da li in poi, si era sempre tenuta la linea conservativa, anche quando l’allenatore era effettivamente il principale responsabile dei problemi. Capitò con Becirovic e con Paolo Rossi, che salvarono le panchine non si sa bene per quale motivo, visto che disponevano di gruppi da potenziale promozione e si ritrovarono sempre con l’eliminazione, triste, al primo turno dei playoff.
Stavolta no. Massimo Galli ha pagato una situazione di classifica subito difficile – ultimo posto in coabitazione con Pavia a quota 2 punti, con 1 solo successo di fronte a 5 ko – l’incapacità dei suoi Granchi di cavalcare l’onda, di dare un seguito la domenica al lavoro settimanale, e la sensazione di impotenza e tristezza ogni qual volta si presentava la prima difficoltà.
“E’ stata una decisione difficilissima, non ci ho dormito la notte – esprime la sua amarezza Adriano Braschi – ma qualcosa andava fatto, serviva una sterzata, una svolta per impedire che sprofondassimo in una spirale di tristezza e di sfiducia. Galli è stato scelto da tutti i membri della società, per cui è una sconfitta anche nostra. Ma in questo momento pensiamo che serva un cambio al timone, e che Giancarlo Sacco rappresenti la migliore soluzione possibile”.
Un duro, Sacco. Uno che mette dei paletti, che “gioca” un basket lineare, pulito, classico, che spreme tanto dai titolari e il giusto dalla panchina. In pratica, rispetto al binomio Ticchi – Galli, è come passare dal giorno alla notte.
“Non mi interessa come gioca la squadra – continua Braschi – mi interessa che diverta il pubblico e vinca, e ultimamente non faceva ne una cosa ne l’altra. Sacco conosce bene la nostra realtà, ha già visto diverse volte la squadra all’opera, e sa benissimo cosa vogliamo da lui. Entusiasmo, disciplina, vittorie: restiamo convinti che il roster non valga assolutamente la classifica che ha, non cambieremo nessun giocatore. Resti ben inteso che adesso la squadra non ha più alibi, voglio vedere attributi, cattiveria e bava alla bocca”.
Motivazioni psicologiche, quindi. La convinzione che Massimo Galli non fosse più seguito dal gruppo, che non fosse in grado di restituire entusiasmo a una squadra in evidente difficoltà di personalità. Il coach varesino esce di scena in tutti i sensi, non ricoprirà più nessun ruolo nemmeno all’interno di quel settore giovanile che, dopo la diaspora carassiana, aveva contribuito a risollevare.
“L’ho comunicato io a Massimo – dice il gm Renzo Vecchiato – ed è stato qualcosa di terribile, noi siamo amici ma qui l’amicizia non centra, qui c’è da sollevare una situazione grave e la società va oltre alle persone. Mercato? Assolutamente no, il gruppo è valido, Sacco lo ha sposato in pieno. A Imola vogliamo vincere, adesso le scuse sono finite per tutti”.

Categoria: Basket
 

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