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Crollo verticale. Venti minuti da incubo. Dal più 17 di inizio ripresa (19-36) ad un meno 11 al suono della sirena (74-63). La Trenkwalder cade vorticosamente in basso quando il primato si trova ad un passo. Le dirette inseguitrici gongolano. Varese (22) torna solitaria al comando del campionato ed alle spalle, ci sono cinque formazioni che inseguono con due punti di ritardo. Young e compagni toccano con mano la vittoria ma non riescono a portarla a casa. Un vero peccato anche perché a meno di un minuto dalla fine del terzo periodo di gioco, la squadra biancorossa si trovava ancora avanti di dieci lunghezze (40-50), dando l’impressione di aver superato la foga della rimonta Umana.
Invece quegli ultimi sessanta secondi che separavano dalla fine del terzo quarto, hanno di fatto rimesso in discussione la contesa. Chiudere avanti di dieci lunghezze con ancora un quarto di gara da assolvere, assume un significato diverso rispetto alle sole quattro lunghezze avute di vantaggio sul 46-50 al trentesimo minuto.
Non solo dal punto di vista numerico ma dello stato d’animo. Quei sessanta secondi sono stati giocati male. Due soluzioni firmate Nate Green. Prima un gioco da tre punti poi una tripla, che di fatto hanno rimesso Venezia in linea di galleggiamento. Aggiungiamo un errore che si verifica un po’ troppo spesso nei finali di quarto. Anche domenica scorsa contro Livorno, con Young in lunetta per tre tiri liberi, Alvin ne fallisce due e sul suono della sirena, dopo il rimbalzo catturato dalla formazione labronica, la Trenkwalder subisce un tiro pesante da oltre metà campo. Più o meno stesso ciiché a Mestre. Reggio ha la sfera per allungare con l’ultimo possesso da gestire, ma un’ingenua palla persa a centrocampo, porta la squadra biancorossa a trovarsi completamente scoperta nella metà campo difensiva, con Janicenoks che in sottomano segna il più facile dei canestri.
I CONTROPIEDE. La Trenkwalder ne ha subiti tanti, troppi. Non è da squadra leader concedere così tanto nei confronti ad un avversario che invece confermava di avere molti problemi. Nel secondo quarto, la Trenkwalder ha trovato un attimo di sbandamento e Venezia ha segnato con due canestri in contropiede. Potevano essere tre se Reggio non fosse stata graziata.
DIFESA IN AFFANNO. La retroguardia biancorossa si è fatta più volte cogliere impreparata. La difesa non è riuscita a piazzarsi e l’Umana ha trovato facili soluzioni sia in avvicinamento che in allontanamento a bersaglio, colpendo nelle zone sguarnite.
Il diverso approccio tra la prima e la seconda fase del confronto sono significativi delle difficoltà incontrate dalla squadra. Marcelletti dovrà lavorare in settimana per porre un freno a questi problemi emersi in modo palese. Poi è scontato. Essere sempre in emergenza, regalando cioè ogni volta giocatori agli avversari, diventa difficile pensare di riuscire sempre a spuntarla. Non avere ricambi, dovendo ogni volta affidarsi a ragazzi che sia chiaro danno l’anima, alla fine si paga. Chi può dirlo. Forse con Fultz in campo o Infante che caccia due urla quando la squadra si trova sul punto di crollare, avremmo forse assistito ad un epilogo diverso. Però concedere 55 punti ad un avversario di seconda fascia in venti minuti, vuol dire che qualcosa non ha girato.
MERCATO. Inserire pedine all’interno di un mosaico delineato che lavora da mesi non è facile. Però gli infortuni ci sono sempre stati. Al di là del discorso che riguarda i giocatori impossibilitati a scednere in campo, diventa difficile pensare di vincere il campionato con questa struttura. E’ inutile girarci intorno. La verità è sotto gli occhi di tutti.
Heinrich conferma grossi limiti e Smith è un onesto gregario. La mancanza di una pedina di peso come stava diventando Melli, pesa non poco. Le possibili alternative vagliate dal club, portavano a Radulovic e Fucka. Il primo è bloccato dalla dirigenza di Avellino, il secondo di nuovo avvicinato nei giorni scorsi, ha confermato il suo “no grazie”. Il mercato dei passaportati offre poco, l’unico modo per apportare qualche aggiustamento, sempre ammesso che le vicende dei due giocatori sopra citati non riesca a sbloccarsi, riguarda un cambio radicale con il possibile taglio di Smith per un giocatore di maggiore sostanza e peso in grado di offrire un maggior contributo in fase realizzativa.
Scelta dolorosa ma necessaria se si vuole provare a vincere questa Legadue.

Categoria: Basket
 

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