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Stordita da una inimmaginabile trama noir, la Reggio dei canestri. La sesta sconfitta consecutiva della Trenkwalder – oltre a far precipitare la squadra dal primo all’ottavo posto in appena un mese – in queste ore ha scatenato polemiche e proteste da parte dei tifosi; alcune sensate e supportate dalla logica, altre meno, come avviene sempre nei momenti di caos. Ora tutti – compresa la società biancorossa, finita nel mirino dei supporter – si aggrappano alla nuova ala Glen McGowan, attesa a Reggio in queste ore. E c’è da sperare che s’inserisca bene, l’americano, perché in caso contrario saranno guai seri, essendo questa, probabilmente, l’ultima mossa di rilievo da parte di un club che si è già giocato il jolly del cambio dell’allenatore.
Proprio la sostituzione di Marcelletti con Ramagli è uno dei temi caldi tra i tifosi. E ora c’è chi chiede il ritorno del coach casertano. Fino a qualche settimana fa molti, dall’alto della poco impattante curva pensile, urlavano «Marcelletti uno di noi». Qualcuno lo contestava.
FILOSOFIA MARCELLETTI. Al di là di come la si possa pensare a questo proposito, resta un dato di fatto: questa squadra è stata costruita da Marcelletti – ovviamente assieme alla società – in base alla propria filosofia cestistica. Probabilmente nessuno come il Professore casertano sapeva far girare bene la macchina biancorossa, riuscendo anche a trarre il meglio in condizioni eufemisticamente precarie, vedi la conquista del titolo di campioni d’inverno con appena cinque giocatori veri più alcuni ragazzi del settore giovanile. In altre parole, per le caratteristiche dei giocatori scelti in prima persona, nessuno come Marcelletti sapeva fare le famose nozze coi fichi secchi, leggi guai d’infermeria grossi o enormi come l’infortunio che ha tolto dalla lotta un giocatore come Nicolò Melli, «scommessa» andata oltre le più rosee previsioni d’inizio stagione. Un’assenza divenuta devastante nel momento in cui anche Infante è stato tolto dalla mischia dai problemi fisici. A quel punto il settore lunghi è saltato per aria.
FILOSOFIA RAMAGLI. La filosofia cestistica di Ramagli è diversa. Il valore del coach livornese è decisamente fuori discussione, ma è chiaro che per lui non è facile prendere in mano le redini della squadra, e non lo sarà da qui alla fine della stagione, se non arriverà presto una vittoria capace di allentare la tensione e togliere la pressione. Domenica la gara con Rimini poteva essere la volta buona; Reggio si è trovata due volte a +12, e il match pareva incanalato nella direzione giusta. Il crollo psicofisico nei minuti finali ha allungato la striscia nera, e ora Ramagli si trova a dover ricominciare daccapo.
IL PUZZLE E LA CHIMICA. In attesa di una svolta, Reggio assiste all’inimmaginabile 0/6. Nelle scorse ore Ramagli e l’ad Alessandro Dalla Salda hanno analizzato i vari aspetti della situazione e le idee per venirne fuori, cercando di ricomporre il puzzle biancorosso. La società conferma la stima nei confronti del tecnico, al quale si chiede di rivitalizzare la squadra e di trovare la «chimica». E’ chiaro che la Trenk, se non comincerà a vincere, continuerà a prestare il fianco alle critiche, oltre a sprofondare verso la zona-retrocessione. Per uscirne, servirà un grosso sforzo soprattutto da parte dei giocatori, che con Marcelletti erano abituati a rendere in base a ciò che lui chiedeva in modo ferreo (vedi difesa), mentre con Ramagli, coach che lavora sulla personalità degli atleti e li lascia più «liberi», probabilmente non hanno ancora chiaro qual è il volto della nuova squadra.
Sarà decisivo anche l’aspetto fisico-atletico e la metodologia d’allenamento del team, dal momento che le ultime sconfitte sono tutte maturate a causa di un crollo verticale nei minuti finali.
INFA E G-MAC. Quanto al roster, l’arrivo di Glen McGowan comporterà il taglio di Bryant Smith. Possibili un paio di movimenti in uscita.
Annunciato come giocatore atletico e «di presenza» sotto canestro, McGowan dovrebbe aiutare Infante ad uscire dal limbo post-infortunio. Fisicamente sta bene, anche a detta dei medici biancorossi, ma è ancora lontano dal vero «Infa». Il quale si esprime bene quando ha di fianco un giocatore mobile come in passato è stato Ben Ortner e come quest’anno poteva continuare ad essere Melli, se non si fosse scassato un ginocchio.
IL MERCATO. Altro tema caldo tra i tifosi: le scelte estive in sede di mercato. Anche in questo caso, al di là di come la si possa pensare sui singoli giocatori (alcuni obiettivamente scarsi), resta il fatto che la Trenk è stata costruita quando Ramagli era altrove. E come sempre, nei momenti neri, si accendono luci sulle scelte infelici, piuttosto che su quelle azzeccate.

Categoria: Calcio
 

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