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Bella? No, simpatica. Si direbbe così in caso una ragazza non fosse proprio una bellezza. La Trenkwalder non è ancora la bella principessa del ballo di fine anno ma è concreta, vince una partita nervosa e bruttina, giocata più in lunetta che sul campo, ringhiando sull’attacco di Soresina e mandandolo fuori giri nell’ultimo parziale di gioco dopo averlo ben limitato lungo tutto l’arco della contesa.

PUNTO A PUNTO. Reggio parte con Melli in panchina, Soresina risponde con il quintetto base. I primi minuti di gioco sono targati Smith da una parte e Mbemba – Lollis dall’altra. L’americano della squadra biancorossa va in lunetta tre volte in un minuto caricando di falli la retroguardia lombarda, ma commette a sua volta due falli che lo escludono dal match, il play ed il centro della Vanoli replicano con due triple. Reggio propone un Heinrich in formato lusso sotto il canestro lombardo ma non riesce a scappare. L’asse dell’equilibrio si spezza per la prima volta al 7′ quando grazie all’ingresso di Melli ( troppo evanescente difensivamente ) Reggio allunga sul 15-9. Soresina però si rifà sotto grazie ai liberi di Bell, Calabria, autore anche di buone soluzioni piedi per terra, e Lollis. Il quarto si chiude sul 19-18 per la Trenkwalder. Lo stillicidio di tiri liberi prosegue nella seconda frazione di gioco con Reggio che non trova fluidità nell’azione complice la negativa serata di Fultz e con Soresina che rimane sempre a contatto. La partita è lenta e giocata più sul filo dei nervi che su giochi costruiti. I biancorossi fanno fatica in cabina di regia, Fultz, come detto, non brilla, Masoni fatica molto, troppo, e Reggio ne risente, fino a quando le redini della Trenkwalder vengono prese da Carra. Il play di Reggiolo riesce a dare una sferzata alla manovra ed anche grazie ad un Young deciso ed incisivo nell’attaccare la difesa biancoazzurra sin dall’inizio dell’incontro, si va al riposo sul 36-29.

MORSO ALLA GIUGULARE. Nel secondo tempo Reggio riparte proprio da “lupo” Carra come play, e da Smith che colpisce dai 6.25. La partita inizia a prendere la via reggiana anche grazie ad un Heinrich sempre più killer offensivamente, uno Young tornato a tratti folletto inarrestabile e capitan Infante capace anche di colpire dall’arco. Il vantaggio reggiano oscilla sempre tra le 7 e le 13 lunghezze, Soresina non molla e diverse gite in lunetta le permettono di risalire al – 8 sul 60-52 con il quale si chiude il tempo. La squadra di Marcelletti inizia l’ultimo parziale con piglio diverso e concretezza da vendere. Soresina è soffocata dalla difesa reggiana e non trova la via del canestro per cinque minuti, 11-0 di parziale per Reggio, sospinta dalle soluzioni da sotto di Heinrich ( 20 e 10 rimbalzi per lui alla fine ) ed un Maestrello risorto dopo una partita opaca che crivella il canestro della Vanoli ( quattro triple nell’ultimo quarto ). La gara di fatto si chiude qui, con Carra che colpisce dall’arco per il 71-52. Alla fine c’è spazio anche per il giovane Derraà che chiude con un punto personale dalla lunetta e fissa il risultato sul 85-67 finale.

La Trenkwalder porta a casa i due punti contro una squadra non facile da affrontare, spazza via parte della nubi che si erano addensate dopo la debacle di Pavia, soprattutto difensivamente, dove riesce a tenere bene un attacco potenzialmente devastante. E’parsa ancora un po’ macchinosa in determinate situazioni, molti secondi tiri concessi, rotazioni difensive non eccellenti che hanno permesso agli esterni di Soresina di costruire buoni tiri. Certo la vittoria restituisce il sorriso e permette a coach Marcelletti di poter lavorare su quanto non è andato con maggiore serenità nella settimana entrante.

PAGELLE

TRENKWALDER REGGIO EMILIA: Heinrich 8, Maestrello 6.5, Smith 6,5 Melli 5.5, Masoni 5.5, Infante 6, Fultz 5.5, Young 7, Carra 7.5, Derraà n.g..

VANOLI SORESINA: Lollis 6, Rossetti 5.5, Gigena 5.5, Mbemba 6.5, Bell 5.5, Cusin 5.5, Basei 6, Calabria 6.5, Valenti 6, Bucci n.g..

IL MIGLIORE IN CAMPO – MVP

Marco Carra: Leggendo le statistiche molti si chiederanno perché non Heinrich, semplice: senza il “lupetto” da Reggiolo la Trenkwalder questa partita poteva anche perderla. Utilizzato spesso come play da Marcelletti, ripaga con sostanza e punti nei momenti difficili, dona quella sicurezza che nè Fultz nè Masoni oggi sono riusciti ad apportare alla causa nella costruzione del gioco reggiano. Corre, segna e sbaglia poco.

Categoria: Calcio
 

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