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BENTORNATI sulla terra, dove senza difesa non si vince. In particolare in trasferta. L’esordio molto positivo con Venezia aveva illuso un po’ tutti, mentre l’inciampo di Pavia, in una partita sempre di rincorsa, dove la grinta e atletismo dell’Edimes hanno messo a nudo tutti i limiti della Trenkwalder di oggi. Non sconosciuti e, verrebbe da dire, non preoccupanti a lunga scadenza: Reggio ha potuto lavorare si e no 20 giorni con l’organico al completo – dopo un periodo senza alcun lungo –, i centri stanno tutti recuperando da vari infortuni e Heinrich, nella settimana prima del match, ha avuto una ricaduta.
Insomma, i biancorossi sono indietro come forma complessiva, e se davanti (soprattutto fra i piccoli) il gioco tutto sommato non ne risente molto, in difesa le cose cambiano parecchio. La difesa è uno degli storici marchi di fabbrica di Franco Marcelletti, lo scorso anno ha portato la giovane Trenkwalder molto lontano, ma richiede tempo e lavoro comune per essere assimilata. Elementi che finora sono mancati; con Venezia, un po’ per i limiti della Reyer – priva di George, ieri miglior giocatore di giornata con 23 punti, 10 rimbalzi e 5 stoppate, non va dimenticato –, un po’ per il talento offensivo biancorosso, la coperta è risultata abbastanza lunga. In trasferta, però, le cose tendono a cambiare parecchio, come ha giustamente sottolineato anche coach Marcelletti. I ritmi altissimi e l’atletismo dei pavesi, spinti dal ben conosciuto dinamismo di Marigney, dall’ottimo Mobley (che prima o poi finirà su palcoscenici più prestigiosi) e dalla sorpresa Viggiano, hanno evidenziato crudelmente l’attuale situazione. Non è bastato uno scatto d’orgoglio nel quarto finale, con il ritorno a meno 8, per rimettere in sesto una partita che dal ventesimo era scivolata via dalle mani biancorosse, incapaci di tenere il ritmo Edimes.
I problemi sotto hanno completato la frittata. Se la difesa di squadra non tiene, e le marcature individuali nemmeno (com’è successo con gli esterni), l’ultima speranza per tamponare, è chiudere l’area a doppia mandata e confidare nella cattiva mira da fuori degli avversari. Henrich, già non al meglio, ha commesso subito troppi falli e non ha inciso per nulla, al contrario del corrispettivo Volcic. Infante è rimasto solo sotto, passando dall’inseguire un super atleta come Mobley al duello di mazzate con Volcic e Colussi. Il suo l’ha fatto, ma non è bastato. Melli deve ancora trovare la forma giusta, davanti qualcosa riesce sempre a raccogliere grazie al talento (ed è nei primi 10 assoluti nelle percentuali del tiro da 3), ma dietro – dove c’era bisogno domenica – ha pagato anche lui.
E adesso? Marcelletti ha chiesto tempo, e a ottobre ha tutte le ragioni per farlo. Il campionato è lunghissimo, di squadre forti ce ne sono parecchie, vincere in trasferta non è impresa così scontata (domenica non c’è riuscito nessuno, quindi Reggio si trova in buona compagnia) e non è certo una sconfitta al 12 di ottobre che deve abbattere. Certo, il modo in cui era maturata la vittoria con Venezia, in un parterre ricco di nomi famosi, da Recalcati in giù, aveva creato un certo tipo di atmosfera rapidamente svanita. E forse è meglio così. Nel prossimo mese il tecnico punterà a sistemare i meccanismi di squadra difensivi, sperando che i lunghi si possano allenare. Cosa non scontata: Infante ha un ginocchio dolorante che ogni tanto dovrà essere fatto riposare, Heinrich e Melli ancora non sono al massimo. Ci vorrà ancora pazienza, anche se il campionato nel frattempo non aspetta. Domenica arriva una squadra molto forte come la Vanoli Soresina, un test parecchio impegnativo, il 26 si va in trasferta a Veroli, campo non facile e squadra interessante, e il 2 novembre, a chiudere un ciclo iniziale tosto, approda in via Guasco una delle grandi favorite di Legadue, la Fastweb Casale Monferrato. Quindi, mentre si sistemano gli ingranaggi, si deve anche pensare a vincere: le mani buone per garantire una buona produzione offensiva ci sono (ma anche qui alcune cose vanno riviste), il lucchetto va chiuso alla svelta.

Categoria: Basket
 

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