Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

IL GIORNO dopo. Ha il sapore un po’ speciale e amaro, il giorno dopo per Alessandro Ramagli. Che sognava un debutto diverso. Che si è coccolato il suo sogno tra le mani a lungo. Poi lo ha visto scivolare via, tra le dita, senza più ritrovarlo.
Alessandro Ramagli, ci dica la verità: con quale stato d’animo è tornato a casa da Cremona?
«Partiamo da un presupposto: la mia analisi deve essere lucida. Non posso farmi condizionare dal risultato».
E la sua analisi a menta fredda dice che…?
«Dice che la squadra ha mostrato un ottimo spirito ed un’intensità discreta, anche se non eccellente. E poi…».
E poi…?
«E poi nell’ultima parte della gara questa intensità è andata scemando. E lo dimostra anche il fatto che abbiamo perso 7 palloni negli ultimi minuti e abbiamo concesso troppi rimbalzi offensivi ai nostri avversari».
Ecco, a proposito dei rimbalzi: non ha pensato, nel finale, di riproporre il doppio pivot rinunciando ai 4 piccoli?
«Sì, – continua Ramagli – l’idea l’ho avuta, però nel primo quarto, con i due lunghi, abbiamo sofferto troppo mentre dal momento in cui abbiamo puntato su una squadra più bassa, abbiamo mostrato un buon basket. E poi la verità è che a fare la differenza, più dei rimbalzi, sono state le palle perse. Dovevamo essere più lucidi. La partita, a mio modo di vedere, l’abbiamo persa più in attacco che in difesa dove, tutto sommato, nella ripresa li abbiamo contenuti meglio».
Forse vi è mancato anche qualche canestro da 3 punti nei momenti chiave…
«E’ vero. Quando siamo riusciti a giocare un buon basket, arrivando a più 6, abbiamo avuto un paio di palloni tra le mani che avrebbero potuto fare la differenza ed invece non siamo riusciti a dare il colpo del ko. Avessimo avuto percentuali un po’ migliori…».
Tra le note positive, se non altro, c’è il rientro di Infante.
«Sì, ma l’esperienza mi dice che giovedì con Veroli faticherà a ripetere questo tipo di prestazione. A Cremona ha giocato più con gli addominali che con le gambe, adesso vedremo come reagirà allo sforzo. Ci ha dato tanto, ma ho un rammarico: dovevo dargli più riposo. E invece stava giocando bene e non mi sono accorto che stava andando in debito d’ossigeno».
Cos’è successo nel finale: 2 punti in 6 minuti sono proprio pochi…
«Credo che sia venuta fuori un po’ di fatica. Perché il ritmo della partita è stato altissimo. E perché la squadra ha avuto una settimana molto difficile e stressante. Il cambio di allenatore crea tensioni e tutto questo, è inevitabile, si ripercuote anche sulle gambe».
Dopo questa sconfitta, lei crede ancora alla promozione diretta?
«Perché no? Questo è un campionato equilibratissimo e non c’è nulla di sicuro. Adesso lavoreremo per migliorarci e se troviamo in fretta la quadratura del cerchio può ancora succedere di tutto. Non dobbiamo assolutamente arrenderci…».
Qual è il suo compito, adesso?
«Quello di entrare nello spogliatoio con la stessa faccia dei primi giorni. Di mantenere serenità e lucidità evitando di farmi intossicare da questa sconfitta. Dobbiamo lavorare con intensità perché vorrei giocarmi due partite di buon livello. E per farlo – conclude Ramagli – è importante non perdere lo spirito che ho visto sabato sera».

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.