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Max Defant non è di fatto il primo ragazzo originario di Trento ad approdare nel basket professionistico.
Prima di lui, la cittadina del Trentino Alto Adige, nota per aver sfornato campioni di altre discipline, aveva mandato nel basket che conta, altri due giocatori quali Luca Lechtaler e Tomas Ress. Ugualmente il prospetto biancorosso si sente portavoce della sua terra d’origine.
«Sono di fatto l’unico giocatore che ha lasciato la sua città nativa per approdare in una realtà di basket. Qualche anno fa ho deciso di portare avanti questa scelta, oggi sono convinto di aver fatto la cosa giusta».
Ci spieghi i primi approcci.
«Andrea Menozzi mi parlò del progetto Reggio Emilia. Da lì è nato il contatto col Dg Alessandro Dalla Salda. Ho capito che la strada era quella giusta ed era il caso di cavalcare. Ho preso la decisione di andare avanti, oggi mi sento felice».
Momenti bui ha dovuto superarne?
«I primi momenti sono stati duri anche perché lasciare la famiglia non è mai semplice. Poi piano piano le cose iniziano a decollare».
Come si trova nella realtà di Pallacanestro Reggiana?
«Bene. La società è super. Franco Marcelletti è persona molto esigente, che pretende molto, ma che sa premiarti se vede che contraccambi quanto ti chiede. Devi sempre dare il massimo ma ti dà fiducia, poi ha un grande pregio».
Quale?
«Non guarda in faccia a nessuno».
Pensava di ricevere così tanto spazio?
«Quando siamo partiti con la nuova stagione, direi di no. Poi viste le assenze nella Trenkwalder, ho capito che era il caso di sfruttare l’opportunità che mi veniva concessa. Mi rendo conto che devo crescere ma il primo approccio, è stato positivo».
La firma di un contratto pluriennale, lo ritiene un sogno?
«Quando facevo parte del settore giovanile, non credevo di riuscire a diventare professionista. La successiva firma di un accordo per più anni, mi fa considerare giocatore di serie A e per me si tratta di un’ immensa gioia».
Crede di riuscire a reggere l’impatto con la categoria?
«Dovrò crescere sia dal punto di vista tecnico che fisico per aumentare la massa muscolare. Questo per poter tenere l’urto con giocatori molto più grossi e potenti di me».
Ritiene di dover lavorare ancor di più?
«Col preparatore atletico sto portando avanti un lavoro di potenziamento muscolare. Spero a lungo andare, che la cosa possa darmi benefici».
Conta di essere pronto per l’inizio della stagione?
«Si, anche perché fisicamente mi sento bene».
Tra i giocatori della Trenkwalder, qual è quello in cui si trova meglio?
«Derraa. Sono alcuni anni che lo conosco ed è quello in cui sono riuscito meglio a trovare un giusto filo conduttore. Anche se sia con Nicolò che con Luca, ho instaurato un buon rapporto».
Qual è il suo ruolo ideale?
«Quello di numero 4. Dalla distanza ho poche opportunità per andare a segno, mentre in area trovo gente più esperta e più possente. Per batterla devo sfruttare la mia velocità».
In campionato conta di trovare spazio?
«Dipende da me e dai miglioramenti che sarò in grado di mettere in pratica».
Ha un sogno nel cassetto?
«Riuscire ad entrare in pianta stabile nei 10 della prima squadra, sarebbe già un ottimo risultato. Poi una volta lì, dovrò farmi trovare pronto se il tecnico mi offrirà l’opportunità di andare in campo».

Categoria: Basket
 

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