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Fra Edimes e Trenkwalder, avversarie domenica a Pavia, ci sono molte affinità. Il legame inizia dalle tifoserie che si confrontano sempre con grande correttezza. Inoltre in panchina siedono due tecnici che si stimano e (fisicità a parte) si assomigliano, perchè entrambi puntano sui giovani. La vicinanza fra i due club è rafforzata, quest’anno, dallo scambio di casacca della guardia americana Paul Marigney e, nelle uscite di precampionato, dalla particolare frequentazione. Così che ognuno sa quasi tutto dell’altro. Fare pronostici diventa quasi impossibile.
Chiederlo a Stefano Salieri, coach dei padroni di casa, è tempo perso. Si trincera dietro i complimenti per Marcelletti («Un maestro per tutti noi») e cela la forza reale della propria squadra dicendo che è tutta la verificare specie dopo il passo falso di Sassari. E’ tornato dall’isola con una mezza influenza, ma ciò che gli ha pesato è stata solo la sconfitta della quale si è fatto pubblicamente carico allegerendo la pressione sui giocatori. «Sono giovani e non debbono perdere la serenità».
E’ presto per dirlo, ma chi sono i pretendenti più accreditati al vertice della graduatoria finale?
«Reggio ha tutte le caratteristiche per dimostrarsi la più forte in assoluto. Poi metterei Varese che con il trascorrere delle domeniche è destinata a crescere. E infine Brindisi, perchè è compagine esperta, con una coppia di americani particolarmente forte e che del fattore campo fa spesso un’arma decisiva».
E Pavia che ruolo può assumere nel torneo?
«Il nostro traguardo, di questo sono perfettamente consci i vertici della società e il pubblico, è la salvezza. Questo infatti è il primo anno di un piano triennale impostato sui giovani e quindi con ambizioni differite nel tempo».
Eppure nelle prove estive, fino all’ultimo confronto di precampionato il trofeo Coralli di fine settembre, Pavia ha mostrato i muscoli. Reggio deve stare attenta.
«Non ci illudiamo. Un conto sono le amichevoli e un altro le partite con i due punti in palio. Inoltre Marcelletti aveva sempre delle assenze per la convocazione dei suoi ragazzi in nazionale. Dunque quelle gare non possono essere prese a riferimento. Naturalmente conteremo molto sul calore dei nostri sostenitori, sull’entusiasmo dei nostri giovani, sulla generosità di Marigney, sulla voglia di fare un colpaccio contro una delle ‘grandi’. Se ci limitassimo ad un confronto a tavolino le differenze tecniche sarebbero troppo elevate. Dovremo fare un partitone per vincere. Certo che il calendario ci ha riservato inizialmente tre avversari molto scomodi: dopo il debutto esterno a Sassari c’è Reggio Emilia per poi andare a Brindisi. Mi piacerebbe racimolare un paio di punti».
Ha sempre investito sui giovani e anche quando ha accettato il programma di Pavia ha puntato sulle nuove leve. Non è un rischio?
«Certo. Ma non sempre conta la tecnica, spesso si vince con il cuore. Su questo c’è perfetta sintonia con il nostro presidente».
Da Reggio ha chiamato Luca Bertolini: sarà messo in campo?
«Al momento non fa parte del roster. Il ruolo è di Antinori di cui ci piace molto l’atteggiamento».
Chi conosce dei giovani reggiani?
«Ho allenato i vostri ex Avanzini e Pugi, così come Maestrello. Scegliete sempre bene».

Categoria: Calcio
 

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