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IL CAMPIONATO non è ancora iniziato ma Cris Heinrich, pivot di stazza e di sostanza della Trenkwalder può fregiarsi del premio di atleta più sfortunato dell’anno. Nel match contro Casale Monferrato, disputato sabato a Pavia, il lungo statunitense, ma di passaporto tedesco, si è fratturato alcune ossa nasali durante uno scontro di gioco. Fatto che lo obbligherà ad allenarsi e giocare, per circa tre settimane, con una mascherina protettiva. L’avvenimento però non fa che rafforzare la fama di gladiatore di Heinrich, il quale tuttavia, lontano dal parquet, è un tenero papà.
Heinrich, ci dica come sta sua figlia Emma… “Molto bene: a due settimane di vita è davvero stupenda”.
Le assomiglia?
“Diciamo che è bella come la mamma”.
Le auguriamo di continuare a essere fortunato nella vita privata, perchè per il resto c’è da preoccuparsi: prima la frattura al piede e ora al naso. Non è che le hanno fatto una fattura?
“La sfortuna non esiste. Come ho detto quando sono arrivato a Reggio, siamo tanti, molto grossi, in poco spazio. Io mi faccio strada, gli avversari anche, e dunque capita che ci si possa scontrare. Fa tutto parte del gioco, e io non mi tiro certo indietro”.
Però il reparto lunghi nomn si è quasi mai allenato a ranghi completi…
“Sì, ma ora stiamo recuperando. Magari ci vorrà ancora un po’ di tempo per raggiungere l’intesa perfetta, ma stiamo lavorando tanto e miglioreremo giorno dopo giorno. Vedrete, daremo filo da torcere a chiunque”.
Che idea si è fatto di Melli?
“Nicolò è un gran bravo ragazzo; è giovane, quindi fa ancora molti errori, ma è disponibilissimo ad accettare critichi e consigli e si applica tantissimo. Sarà una grande risorsa per la squadra”.
Vede analogie tra questa Trenkwalder e la Caserta di Marcelletti con cui lei sfiorò l’A1?
“In comune ritengo ci sia un grande spirito di squadra e uno spogliatoio unito. A mio avviso nella Trenkwalder c’è maggiore qualità tecnica. Ma il livello della Legadue è cresciuto molto”.
Dove può arrivare Reggio?
“E’ troppo presto per dirlo. Noi proveremo ad arrivare primi, a vincere ogni partita. Ma sappiamo che non sarà per nulla facile. Cominciamo ad affrontare il primo match intanto, poi vediamo”. Si parte con la Reyer. Come batterla?
“Con una difesa durissima. Loro si conoscono bene e hanno l’entusiasmo delle matricole: mi aspetto una gara difficile”.

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