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Spegnete le luci. E andate a casa. In silenzio. Lo spettacolo è finito. Il dio dei canestri non vuole bene alla Pallacanestro Reggiana. E ieri l’ha colpita al cuore. Nel modo più crudele possibile. Dopo 52 secondi dall’inizio del match, in uno scivolamento verso il canestro avversario, sulla stessa mattonella dove, tre anni orsono, si era «rotto» Giorgio Boscagin, il ginocchio sinistro di Nicolò Melli ha fatto crack. Ha urlato, il campioncino biancorosso. Ha urlato forte e il suo urlo è entrato dentro il cuore di tutto il palasport. Lì si sono spente tutte le luci e tutti i sogni biancorossi con la Trenkwalder che, sotto choc, si è arresa a Sassari perdendo la possibilità, reale, di issarsi al vertice della classifica. Ma, credeteci, giocare ieri sera dopo quell’infortunio a Nicolò, era difficilissimo. Tutti erano increduli. Tutti si sono resi conto che, l’unica cosa davvero importante, era sapere la gravità dell’infortunio del ragazzino biancorosso. Melli, dopo il crack al ginocchio, è rimasto a terra tenendosi le mani sul volto. Disperato. E la sua stagione potrebbe essersi conclusa qui. Il verdetto definitivo lo si avrà nelle prossime ore ma già ieri sera si parlava di una distorsione del ginocchio con sospetta rottura del crociato anteriore. Se questa diagnosi verrà confermata, significherà che Melli tornerà in campo solo all’inizio del prossimo campionato. E tutti i sogni della Trenkwalder rischiano di spegnersi. Perché il «pibe de oro» è l’unico giocatore insostituibile in questa squadra. L’unico per il quale non si può trovare un’alternativa.
SUMMIT NOTTURNO. Per di più l’infortunio di Melli si aggiunge a quello di Infante, che si deve fermare almeno un mese, per cui la compagine biancorossa ora dovrà compiere i salti mortali per non perdere posizioni in classifica. E’ ovvio che a partire da oggi la società proverà a dare un nuovo volto ed un diverso equilibrio alla squadra, ma fare aggiustamenti così importanti in corsa, lo insegna la storia, è difficilissimo. Sul mercato italiano c’è libero Max Monti e non è escluso che la Trenkwalder ci faccia un pensierino. Poi bisognerà anche valutare l’ipotesi di rispolverare Evtimov che, senza Melli, può dare decisamente di più alla squadra biancorossa rispetto a Heinrich. Infine si potrebbe anche riflettere sull’idea di tagliare Smith, dando fiducia a Maestrello, per sostituirlo con un pivot americano. Tutte valutazioni che dirigenti e tecnici biancorossi hanno già fatto ieri sera in una lunga riunione a fine partita. E oggi si comincerà a lavorare per ristrutturare la squadra anche se resta un’amarezza grande così per come questa società sia davvero sfortunata che più sfortunata non si può.
LA SCONFITTA. In questo contesto, poi, c’è pure una partita da raccontare. Una gara strana. Stranissima. Dopo l’infortunio di Melli, la Trenkwalder ha letteralmente smesso di giocare per 5 minuti finendo sotto sull’8-2. Poi, a poco a poco, grazie all’esperienza di Maestrello e Young, Reggio ha provato a ripartire e sembrava aver preso in mano il match arrivando per due volte sul più 7 (37-30 e 40-33). Sassari restava a galla con un’impressionante gragnuola di tiri da 3 punti (13/24 nei primi 30 minuti) e all’intervallo il punteggio era in parità. Poi, dopo il riposo, era come se la Trenkwalder, appresa la gravità dell’infortunio di Melli, fosse rimasta negli spogliatoi. Nei primi 6 minuti in campo c’erano solo i sardi che volavano fino al più 14 (44-58 con un incredibile parziale di 25-4), segnando la bellezza di 30 punti in 10 minuti. A dimostrazione che i giocatori reggiani non erano proprio in campo. La squadra di Marcelletti, però, provava a risalire la corrente. E nell’ultima frazione di gioco, malgrado Maestrello, tra i più positivi, finisse in panchina per un quinto fallo davvero fiscalissimo, recuperava fino al meno 3 (69-72). A fare la differenza, a quel punto, era Martin che, dialogando alla perfezione con Rowe, si smarcava a ripetizione sotto canestro, segnando 14 punti negli ultimi 10 minuti. E sapete chi avrebbe dovuto marcare ieri Martin? Massì, dai, è facile: proprio Melli. Reggio così alzava bandiera bianca. Ma la sconfitta, a questo punto, è l’ultimo dei problemi. Il vero pericolo è che la stagione biancorossa si sia spezzata ieri su quell’urlo di dolore di Melli. Che sfortuna, ragazzi…

Categoria: Calcio
 

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