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UNA SCHIFEZZA. Chiamiamo le cose con il loro nome: la Trenkwalder vista ieri sera è stata una vera schifezza. Inguardabile e impresentabile. Roba da vergognarsi. E se si gioca così, diciamocelo chiaro, non solo non si arriverà in serie A ma si rischia seriamente di non conquistare neppure i play-off. La crisi dentro la quale si sta infilando sempre più la compagine biancorossa sta diventando pesante. Sia perché la formazione reggiana con il cambio dell’allenatore ha perso la propria identità e non pare, al momento, trovarne una nuova. Sia perché se si perde la voglia di lottare e di combattere, com’è successo ieri sera, allora diventano guai. Guai grossi. E dopo 4 sconfitte consecutive facciamo fatica a guardare al futuro con un minimo di ottimismo considerando che, con tutto il rispetto, non crediamo che Boscagin, figliol prodigo che se ne andò senza un minimo di riconoscenza un paio di anni orsono, possa risolvere i problemi di questa squadra.
IL SIGNOR ROSSI. C’eravamo tanto illusi. Ebbene sì, pensavamo davvero di aver ritrovato la nostra cara, vecchia, Trenkwalder. E invece… E invece c’eravamo solo illusi. Perché la corsa biancorossa durava 6 minuti o giù di lì. Il tempo di scappare via sul 14-5 e illudere tutto il palasport. A quel punto succedevano un paio di cose che cambiavano il volto al match: la prima era l’ingresso in campo di Marco Rossi, la seconda era la decisione di Ramagli di passare ai «4 piccoli». In un paio di mosse la scacchiera della partita si trasformava. Veroli, senza il temutissimo Nissim bloccato da un risentimento muscolare, prendeva in mano il match consolidando la propria supremazia sotto canestro e affondava i reggiani con il «signor Rossi» che realizzava 15 punti in 12 minuti. In tre minuti la Prima rimontava e sorpassava la Trenkwalder poi, messa la freccia, scappava via con decisione, travolgendo una Trenkwalder fragile come uno stracchino, costretta a subire un break terrificante di 24-5 (19-29) e di sprofondare fino al meno 17 (27-44). E i fischi, intensi come raramente c’è capitato di ascoltare in via Guasco, che accompagnavano i reggiani al ritorno degli spogliatoi erano sacrosanti. Da tempo non vedevamo una squadra così brutta. Brutta, senz’anima e completamente in balia degli avversari.
E SPUNTA L’EX. Mica che coltivassimo sogni, a questo punto… Già, non avevamo grandi speranze di ritrovare la Trenkwalder nella ripresa. Ma se i biancorossi avessero anche avuto un’occasione di ritrovare la strada giusta, a spegnere tutte le velleità di Young e socie ci pensava l’ex Franco Migliori capace di segnare 13 punti in 6 minuti. Reggio, così, sprofondava a meno 21 (45-66) senza mai dare l’impressione di poter riaprire la partita. Senza mai accendere una luce vera in un cielo nero come la pece. Un cielo nel quale spuntava, all’improvviso, qualche raggio di sole. Misteriosamente infatti la Trenkwalder ritrovava nel finale il suo spirito guerriero risalendo all meno 9 (61-70) a 5 minuti dalla fine. Lì, però, i biancorossi sbagliavano almeno tre rigori a porta vuota e completavano la frittatona, incassando la quarta sconfitta di fila e dicendo addio alla corsa verso la serie A. Giocando così, si faticherà pure ad andare ai play-off…

Categoria: Basket
 

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