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LA FAVOLA spezzata. Il sogno della Trenkwalder di costruire un’altra impresa, si spegne nel palasport di Mestre dopo 20 minuti straordinari e altri 20 minuti in cui la compagine reggiana ha mostrato tutti i suoi limiti attuali e si è spenta alla distanza, senza più energie e senza più benzina nel serbatoio. Ci ha provato, malgrado tutto, la squadra di Marcelletti. Si è illusa fino al più 17 (21-38 in apertura di ripresa) poi ha pagato caro ed ha pagato tutto. Ha pagato la sua stanchezza, ha pagato la mancanza di alternative contro la difesa a zona, ha pagato uno Smith abulico e che ha dato pochissimo alla causa, ha pagato anche qualche fischio arbitrale rivedibile come quello che ha sanzionato l’antisportivo a Defant. Ha pagato caro e ha pagato tutto, finendo per subire una punizione fin troppo dura e immeritata. E d’altronde i parziali dei due tempi sono lo specchio reale di quanto successo: 19-34 nei primi 20 minuti a favore dei reggiani e 55-29 nella ripresa a favore dei veneziani. Vuol dire che la Trenkwalder dei «magnifici 5» alla fine non ne aveva più. E’ arrivata nuda alla meta. E l’Umana ha raccolto per strada i resti biancorossi, infierendo nel finale. Peccato perché per una buona fetta di gara c’eravamo proprio illusi.
CAMICIA DI FORZA. Ci vogliono 7 minuti perché la Trenkwalder scaldi i motori e riesca a trovare il bandolo della matassa. Poi, a poco a poco, avvolge attorno all’attacco veneto una sorta di camicia di forza che stritola i veneziani. I padroni di casa guidano la partita toccando in un paio di occasioni il più 5 poi sul risultato di 15-11 a salire in cattedra sono quelli che Young (nella foto a canestro contrastato da Bougaieff) definisce gli «Incredibili». I biancorossi stringono la camicia di forza, chiudono il lucchetto e buttano via la chiave. L’Umana commette l’errore di attaccare con poca pazienza e di cercare tiri fuori ritmo e così Venezia resta per 7 lunghi minuti senza trovare la via del canestro. La Trenkwalder prende coraggio, allunga e se ne va. Un parziale di 14-0 spinge la compagine di Marcelletti sul più 10 (15-25) e l’Umana va in tilt. La squadra di Bizzozi non ci capisce più niente e subisce tutto quello che può subire tanto che negli ultimi 13 minuti del primo tempo i veneziani insaccano solo 4 punti con un disastroso 2/16 al tiro. Un digiuno infinito che permette a Reggio di tornare negli spogliatoi sul più 15 (19-34). Sarebbe un primo tempo perfetto per la Trenkwalder non fosse che Young, partito con un inedito 0/5 al tiro poi tornato micidiale, ha già tre falli. E’ l’unico neo di un primo tempo di alto livello in cui si è messo in luce anche Defant capace di trovare una tripla importante (19-28) proprio nel momento in cui l’Umana aveva cercato di rientrare in partita.
IL CROLLO. L’llusione biancorossa dura fino al 21-38, poi Venezia si rifugia nella difesa a zona, la Trenkwalder comincia a litigare con il canestro e, soprattutto, perde consistenza e lucidità in difesa. I veneti si liberano dalla camicia di forza e iniziano a colpire a ripetizione anche perché i reggiani si riempiono di falli. Un terribile break di 15-3 riporta l’Umana nella scia biancorossa (36-41) e non basta Young a smorzare la rimonta locale che all’ultimo giro di boa è quasi completata (46-50) con un eloquente 27-16 di parziale nel terzo quarto. Janicenoks piazza due triple di fila e un altro parziale di 10-0 per l’Umana, propiziato pure dall’assurdo antisportivo a Defant, porta al sorpasso (56-53). La Trenkwalder cerca di resistere e resta lì, attaccata agli avversari, fino a tre minuti dal termine (60-61 con una tripla di Maestrello) poi Venezia dilaga (5/10 da 3 nell’ultimo quarto) e Reggio non ne ha proprio più. I biancorossi sono costretti ad alzare bandiera bianca e a salute il primo posto in classifica. La favola degli «Incredibili» è spezzata ma non è finita. Questa storia è ancora lunga…

Categoria: Basket
 

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