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La camera 302 di Villa Salus che sino a ieri vedeva ricoverato Nicolò Melli, oggi resterà vuota. La giovane stella della Trenkwalder sarà dimessa dopo l’operazione al ginocchio sinistro che lo costringerà ai box sino a fine maggio.
«Quel 14 dicembre non lo dimenticherò facilmente -dice il gioiello biancorosso- avevo fatto un movimento normalissimo con un tiro in allontanamento che eseguo normalmente durante tutte le sedute di allenamento. Contatti subiti? Si, Dordei mi ha leggermente toccato ma non è stato di certo il suo fallo a farmi trovare in questa situazione. Erano stati giocati solo 52 secondi della gara contro Sassari. Era la seconda azione della partita e la prima palla che toccavo».
Cos’ha sentito?
«Immenso dolore, avevo intuito ch’era successo qualcosa di grave».
Quando le è stato comunicato l’esito, cos’ha provato?
«Il medico sociale mi ha subito detto che i legamenti erano andati. Ha usato il metodo della prova nel cassetto, che serve per verificare se il crociato è andato. Camurri aveva voluto usare cautela sul collaterale ma il giorno dopo si era capito ch’era partito tutto. Adesso non mi resta che aspettare».
Mercoledì è stato operato, ha patito dolore?
«Non ho sentito nulla ed ho visto tutto. Ero sveglio ed ho monitorato il monitor su quello che stava succedendo».
Quale metodo è stato usato?
«La tecnica è nota come epidurale. Avevo il pc aperto e potevo osservare tutto quello che mi stavano praticando».
Quanti punti le sono stati applicati?
«Due in tutto».
Ritiene che il destino ce l’avesse con lei?
«Doveva succedere. Sentivo il desiderio di fermarmi e non vedevo l’ora di giocare quella gara per poi riposarmi e tirare il fiato. Sapevo che avrei usufruito di 5 giorni di riposo e dopo quella partita, avrei avuto tutto il tempo per ritemprarmi, invece le previsioni della vigilia sono andate in modo diverso».
L’ultimo giorno dell’anno è andato in modo diverso rispetto alle attese.
«Si a casa mia a letto con 12 amici».
Si è già alzato per conto proprio?
«Sì e lo farò anche quest’oggi (ieri per chi legge), ma mi sentivo in grado di farlo anche quando sono entrato in clinica».
Domani tornerà a casa, cosa farà nei prossimi mesi?
«Lunedì inizierò subito una nuova terapia prima al Medical Center poi dal dottor Camurri».
Come impiega questo periodo di tempo?
«Osservo molte partite di basket al video-tape. Legadue, serie A, Nba, poi leggo molti libri».
Quali preferisce?
«Sto leggendo in modo approfondito la biografia del tecnico dell’Inter Josè Mourinho».
Quest’estate avrà anche il tempo per riposarsi.
«Almeno due settimane di vacanza vorrei trascorrerle, però questo si unirà al periodo di lavoro intenso che dovrò sottopormi per cercare di recuperare il terreno perso. Fosse per me riprenderei domani».
Quando conta di essere pronto per giocare?
«Cercherò di recuperare in modo veloce ma al primo dolore mi fermerò, questo è scontato».
I suoi tempi di recupero come sono?
«Il mio desiderio è di trovarmi pronto per fine maggio. Questo potrebbe voler dire che la squadra sta giocando i play-off per la promozione alla serie maggiore e in questo caso provare a dare una mano alla Trenkwalder. In caso contrario aspettare se dovesse esserci la serie A diretta, ma dal punto di vista agonistico, sarei pronto».
Ha ricevuto attestati di affetto?
«Questi solo dalla mia ragazza».
Dal mondo del basket?
«Si tanti. E continuo a riceverne ancora molti pure adesso. Giocatori, dirigenti, allenatori, semplici tifosi, ma fanno sempre piacere».
Anche dai vertici azzurri?
«Mi ha chiamato il Ct della squadra italiana Charlie Recalcati».
Cosa le ha detto?
«Di stare tranquillo che infortuni simili sono all’ordine del giorno e possono succedere in qualsiasi momento».
Un po’ quello che aveva detto Mike D’Antoni.
«Si anche quello l’ho apprezzato molto».
E Nowitzki?
«Quello che ha dichiarato il giocatore dei Dallas Mavericks non l’ho ancora letto. Mi ero detto di farlo ma la domenica in cui uscì era il giorno della partita (14 dicembre) e solitamente quando gioco non leggo mai i giornali perché preferisco studiare o guardare il computer, però conto di farlo nei prossimi giorni».
Che tipo di lavoro imposterà in futuro?
«Almeno nei primi tempi farò solo lavoro di recupero fisico sui fondamentali. Agirò col preparatore atletico della squadra senza lavoro sui contatti fisici».
Si tratta del primo vero infortunio subito in carriera?
«Lo scorso gennaio avevo preso un colpo alla caviglia durante la gara di Rimini. Un infortunio che mi tenne lontano dai campi di gioco per oltre un mese. Faticai a recuperare ed a tornare in galleggiamento con i compagni, spero questa volta di impiegare meno tempo e di tornare subito operativo».
LA CARRIERA
La carriera di Nicolò Melli inizia in tenera età. Il lungo biancorosso si mette in evidenza con le formazioni giovanili di Pallacanestro Reggiana e Fabrizio Frates con molti titolari ai box, prende la decisione di inserire il giocatore in prima squadra nel corso della gara di Pesaro durante il girone di andata del primo campionato di serie A. Era l’anno 2004-2005 e Nicolò a quel tempo era un bambino. Poi dopo le tante prestazioni altisonanti con le formazioni giovanili e le convocazioni azzurre, la società biancorossa nell’estate 2007 firma col padre un contratto di 5 anni ma con uscita a favore del giocatore alla fine del terzo anno. La gara di Jesi dello scorso play-off (16+15), lo ha messo in mostra in tutt’Italia e nella scorsa estate, il club ha rifiutato le tante offerte piovute. Quest’anno un inizio in sordina prima della crescita esponenziale. A Varese gara strepitosa con 24 punti segnati prima del crac la gara dopo.

Categoria: Basket
 

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