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TRENKWALDER – Vay 2 (1/3, 0/1), Maestrello 5 (1/2, 1/3), Smith 8 (1/4, 1/1), Masoni 13 (3/6, 1/2), Young 13 (3/5, 2/7), Carra 14 (2/4, 2/5), Defant 9 (3/5), Derràa (0/1 da 3), Skornik 5 (2/3), Ancellotti 4 (2/4). All. Marcelletti
UPIM BOLOGNA – Huertas 8 (3/5), Gordon 18 (5/10, 1/3), Malaventura 20 (5/8, 2/3), Lamma 7 (1/2, 0/2), Forte 8 (2/4, 1/2), Barron 3 (1/2), Sepa 1 (0/1, 0/1), Bryan 17 (5/7), Zahariev, Borra 3. N.E. Fratini e Fin. All. Sakota
Arbitri: Vicino, Bettini e Filippini
NOTE – Parziali tempi: 11-17, 30-40, 44-64. Tiri liberi: Trenkwalder 16/20, Upim 29/41. Rimbalzi: 32-30 per l’Upim. Usciti per 5 falli: Forte, Skornik e Carra. Antisportivi a Huertas e Derraa. Spettatori oltre 500.
di DANIELE BARILLI
CASTELNOVO MONTI — UNA PARTITA che non c’è. Che muore prima di nascere. Che arranca impietosamente verso un traguardo lontanissimo. Non c’è proprio partita tra la Trenkwalder, decimata e al debutto stagionale, e l’Upim Bologna: troppa la differenza di valori in campo. Un abisso. Bologna è più grande, più grossa, più forte ed è più avanti nella preparazione. Reggio soffre e sbuffa, sbatte contro tutti i muri possibili e soprattutto sbatte contro la difesa felsinea, dimostra di essere un cantiere dove fervono i lavori di costruzione della squadra, non trova mai fluidità. E così non c’è partita. Il match, come detto, muore fin dall’inizio. Prima ancora di nascere, per l’appunto.
SENZA STORIA. Cinque a cinque: la sfida degli assenti è l’unica che finisce in pareggio. Tra i bolognesi mancano infatti i nazionali Cittadini, Mancinelli e Achara oltre agli acciaccati Slokar e Woods mentre nelle file della Trenkwalder non ci sono gli infortunati Fultz, Heinrich, Melli, Campani e l’azzurro Infante. Ma se l’Upim può contare su una folta colonia straniera, rinforzata da Silvan Bryan ingaggiato in extremis, con cui chiudere le falle, in casa reggiana i problemi sono tanti. E si vedono. Eeccome se si vedono. La compagine di Sakota sfrutta tutti i suoi centimentri e tutti i suoi chili. Mette in campo una difesa fatta di pressione e aggressività, parte forte e scappa via. I bolognesi, con Gordon (14 punti al riposo) e Malaventura (9 punti a metà gara) tagliano a fettine la difesa biancorossa, allungano sul 6-0, poi sul 16-9 e quindi schiantano la scarsa resistenza reggiana in un secondo quarto in cui il parziale è di 27-19 per la gioia dei tifosi della Fossa arrivati in netto riotardo a causa di un guasto al pullman. Troppa la differenza di valori in campo, non c’è proprio partita. E d’altronde la Trenkwalder è senza tutti i pivot, con i «gettonari» Skornik e Vay che dimostrano limiti notevoli. Marcelletti è costretto a dar fiducia ai baby Ancellotti e Defant (bravini….), ma in queste condizioni è difficile giocarsela alla pari. Anche perché pure l’atteso Smith delude e non riesce ad entrare in partita (0/3 al tiro al riposo e tabellino immacolato). I lampi di Carra (il migliore dei biancorossi) e Young, così, non fanno male ai felsinei che al riposo sono a più 14 (44-30).
ILLUSIONE. Qualcosa di più. E di meglio. E’ quello che prova a fare la Trenkwalder nella ripresa, partendo forte e trovando un immediato 6-0 (36-44) complice una Upim che non ci mette la cattiveria palesata ad inizio match. Dopo 26 minuti Smith trova i suoi primi punticini, Reggio si illude tanto così, ma a quel punto Bologna decide che è ora di tornare a fare sul serio e guidata dal soprendente Bryan e dalla certezza Malaventura piazza un break di 10-0 che mette un coperchio grande così su una partita mai nata (44-64 al 30°). Fine della storia: l’Upim si è divertita, la Trenkwalder un po’ meno, ma ad inzio settembre partite così possono capitare. Mica si devono fare tragedie, ci mancherebbe…

Categoria: Basket
 

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