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VEDI JESI e muori. Non c’è niente da fare: per la Trenkwalder è proprio un parquet maledetto. Sul quale i biancorossi rimediano sempre figuracce e sconfitte dolorose. Reggio, da queste parti, non vince dall’aprile del 2003 e anche ieri la squadra di Marcelletti si è sgonfiata in pochi minuti. Cancellando in un amen l’entusiasmo per le 4 vittorie consecutive rimediate prime di questo match e facendo un passo indietro grande così, sia sul piano del gioco che della personalità. E’ andata male, malissimo in attacco, la Trenkwalder, faticando a superare i 60 punti. E’ andata male pure in difesa dove ha concesso di tutto e di più al bravissimo Maestranzi ed ha concesso molto pure a Maggioli. E così, malgrado l’assenza di Cuffee, la Fileni ha sempre avuto tra le mani la partita e l’ha comandata a suo piacimento. I biancorossi, che non hanno tratto grande giovamento dall’inserimento di Evtimov, non hanno mai dato l’impressione di poter capovolgere l’andamento del match ed ora la vetta della classifica è sempre più lontana. D’altronde, giocando come ieri mica si può pensare di andare molto lontani…

CHI SEGNA? – Siamo alle solite: quel «campaccio maledetto» di Jesi è una sorte di palude dentro la quale la Trenkwalder affonda e non trova mai il canestro. I biancorossi forano la zona della Fileni con una tripla di Smith (0-3), che poi scomparirà dal campo, poi restano aggrappati alla partita fino al 9-8 in loro favore ed a questo punto si infilano nel primo tunnel nero della partita subendo un parziale di 10-0 e smettono di segnare. In 16 minuti i reggiani realizzano solo 17 punti e, se non altro, riescono un po’ ad anestetizzare il miglior attacco del campionato, evitando il tracollo. Con Maggioli inarrestabile (11 punti e 5 rimbalzi a metà gara), la Fileni allunga fino al più 14 (37-23) e per la Trenkwalder la gara è tutta una salita. Ripida, dura e difficilissima. Ai biancorossi mancano i due americani (9 punti in due in 20 minuti…) e mancano troppi rimbalzi (23-10 a favore di Jesi all’intervallo): in queste condizioni pensare di potersela giocare alla pari è davvero complicato.

CHE DELUSIONE. No, non si può. Non si può pensare di espugnare Jesi con Young che non si accende quasi mai (11 dei suoi 19 punti sono arrivati negli ultimi 8 minuti a partita morta e sepolta) e Smith che è un fantasma. Non si può pensare di uscire dai guai affidandosi al talento di Nicolò Melli (a proposito: come si fa a chiedere alle società di far giocare i ragazzini italiani se poi gli arbitri, regolarmente, li massacrano…?). Non si può, insomma, pensare di vincere giocando male e con poca cattiveria. In realtà la Trenkwalder avrebbe pure due ghiotte occasioni, per rimettere la testa dentro la partita. La prima sul 41-34 quando Carra, tutto solo, sbaglia la tripla del possibile meno 4; la seconda sul 48-40 quando per due volte i biancorossi potrebbero tornare a meno 6 ma sprecano entrambi i palloni.
E, allora, la Fileni non può esimersi dal premere di nuovo l’acceleratore e quando Maggioli trova una tripla pesantissima, la partita si spacca definitivamente in due: 62-45. Reggio, a dir la verità, prova ancora a risalire arrivando al meno 10 (62-52) ma i biancorossi vanno a sprazzi e un paio di cambi di Marcelletti quantomeno rivedibili completano la frittatona. Le triple di Ryan e dell’implacabile Maestranzi affondano la Trenkwalder fino al meno 20 (72-52) e tutti a casa. E’ un passo indietro grande così, quello dei biancorossi. Davanti ad una delle squadre migliori del campionato, la compagine reggiana si è sciolta come neve al sole dimostrando di non essere ancora pronta per respirare l’aria della vetta e di dover mangiare tante pagnottine se vuole provare a costruire il suo sogno.

Categoria: Basket
 

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