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Tra le note dolenti dell’importantissimo successo Trenkwalder di domenica scorsa a Brindisi c’è senz’altro il rendimento di Chris Heinrich, calato drasticamente nelle ultime giornate fino ad arrivare alla deludente prestazione di domenica in Puglia. Il lungo tedesco è stato estromesso dalla gara prima ancora che entrasse nel vivo a causa di falli prematuri. A questo si deve poi aggiungere l’antisportivo rimediato nell’ultimo quarto che avrebbe potuto pesare tantissimo sull’economia del match.
Non è una novità che la società si sia mossa alla ricerca di un centro, proprio per sopperire alle difficoltà di un giocatore che, a inizio stagione, non aveva certo fatto rimpiangere Ortner. Per cercare di capire meglio il momento delicato che sta vivendo il tedesco, abbiamo deciso di chiedere direttamente a lui i motivi del suo rendimento e delle voci che vogliono la Trenkwalder sul mercato.
Le sue ultime uscite sono state sotto media: quali, a suo giudizio, le cause?
«A Rimini ho avuto problemi di falli che mi hanno estromesso dalla partita. Con Roseto ho giocato una partita normale, senza incidere più di tanto. A Brindisi, infine, i soliti problemi coi falli mi hanno reso la vita difficile. Inutile nascondersi, questo per me è un momento difficile. Cosa fare per risollevarmi? Iniziare a giocare più aggressivo ma, al tempo stesso, meno falloso. Aiutare i miei compagni nelle piccole cose, che sono poi quelle che fanno la differenza».
Ad esempio?
«Devo essere più efficace negli aiuti sui pick ’n roll e più incisivo sotto le plance, attacco e difesa. So che da me ci si aspetta soprattutto rimbalzi e tanta sostanza in difesa; devo riuscire a trovare il modo di rendere il mio gioco meno falloso senza nulla togliere alla grinta che, comunque, metto in campo in ogni partita. Voglio però rimarcare una cosa importante: veniamo da tre vittorie consecutive, questa è la cosa più importante di tutte, anche di come gioca adesso Heinrich».
Il suo calo dopo le prime gare con Venezia e Cremona è dovuto all’infortunio subìto in estate, all’esplosione di Melli o cosa?
«No, non parlerei di nessuno di questi motivi. Come ho detto prima, si tratta soltanto di un momento, che passerà. So che devo migliorare il mio gioco e so anche cosa fare per migliorarlo. ll resto non conta, non a livello personale almeno».
Ci sono voci però che vogliono la società alla ricerca di un lungo. È preoccupato?
«Vedremo quello che succederà. Se sono solo voci, non mi preoccupano. Ovvio che così non vada, anche io lo so. Devo soltanto continuare per la mia strada, senza guardare a cosa farà o meno la società. Il mio compito è prendere rimbalzi, aiutare i compagni in difesa, imparare a giocare in un modo molto più veloce dell’attuale e, se possibile, fornire un contributo in punti come mi accadeva all’inizio della stagione. Se riuscirò effettivamente ad apportare questi miglioramenti al mio modo di stare in campo, non penso che a Reggio si vedano altri lunghi… ».
Non rimane altro, quindi, che aspettare. Il tempo è sempre stato galantuomo, per chi ha voglia di attendere…

Categoria: Basket
 

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