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UN ATTIMO prima dell’inizio dei play-off della scorsa stagione era uno dei più apprezzati elementi in casa Trenkwalder, un secondo dopo è diventato un oggetto quasi estraneo al team, lontano dai momenti chiave delle gare, incapace di incidere. Fattori che, uniti al desiderio di mutare radicalmente le caratteristiche tecniche della squadra, hanno portato la società reggiana a non rinnovare l’accordo con Paul Lester Marigney, ora accasatosi a Pavia, prossima avversaria dei biancorossi, pare con soddisfazione.
Ben ritrovato, mister Marigney. Come sta?
“Molto bene grazie. E quando a fine ottobre mi raggiungeranno mia moglie e i miei figli andrà ancora meglio”.
Come si trova a Pavia?
“Piuttosto bene, la città è piccola, molto simile a Reggio, quindi si vive bene. La società di basket è ben organizzata, con un ottimo staff tecnico e un ambiente sereno. In questo non c’è nulla di diverso dalla Trenkwalder”.
In estate staff tecnico e dirigenza reggiana hanno deciso di non confermarla, per quali ragioni secondo lei?
“Forse perché fin da subito c’era l’idea di voler cambiare l’assetto della squadra e io non avevo le caratteristiche adatte. Io comunque non ne ho fatto un dramma, per un giocatore professionista è normale ritrovarsi a cambiare spesso aria”.
Colpa del suo rendimento sottotono nei playoff?
“Ritengo di no. In una stagione è normale che si possano avere alti e bassi”.
Vuole prendersi delle rivincite?
“No, no, per me sarà una partita normale. Non ho rivalse con nessuno. Ovviamente voglio vincere, ma per la Edimes non contro qualcuno”.
Che tipo di match sarà?
“Sicuramente non facile. Reggio è una delle migliori squadre della Legadue, letteralmente. In quanto la sua forza quest’anno è sicuramente il collettivo. Una delle chiavi della garà sarà sicuramente la difesa. Secondo me vincerà chi difenderà meglio”.
Come vede Young nel ruolo di coprotagonista più che di primo attore?
“Per me resta il vostro leader, perché è un giocatore di classe pura che conosce bene il campionato ed è un veterano anche della squadra. Chiaro che dovrà adattarsi ai nuovi equilibri, ma non potrete mai fare a meno di lui”.
Nuovo team nuovo coach, quali differenze ha riscontrato tra Salieri e Marcelletti?
“Beh, Salieri è, come dire, più calmo. Per il resto hanno molte cose in comune; entrambi lavorano tantissimo sulla difesa e sull’intensità in ogni momento dell’allenamento e della partita”.
Pronostico finale secco: domenica vincerà…
“Chi non avrà paura di sbucciarsi le ginocchia sul parquet”.

Categoria: Calcio
 

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