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Trattativa rapida. Una telefonata, il tempo di accettare la proposta che gli è stata formulata dai vertici di Pallacanestro Reggiana ed il passo verso Reggio è stato breve. L’accordo tra la società biancorossa e il tecnico Alessandro Ramagli è stato molto rapido. Lunedì sera l’allenatore labronico si trovava a Porto San Giorgio per assolvere agli impegni con la rappresentativa azzurra Under 18. Una chiacchierata rapida di alcuni minuti con l’ad Alessandro Dalla Salda, capire se gli stimoli per prendere la strada di Reggio erano quelli giusti e da lì partire. Dall’altra parte del filo, il semaforo era verde e la strada spianata. Il cambio era cosa fatta. Restava da trovare l’accordo con i due procuratori che gestiscono la sua procura. Con gli ex giocatori Andrea Forti e Vittorio Gallinari, (papà di Danilo nei Knicks), è pura formalità. In un piovoso martedì di fine gennaio arriva il comunicato della società biancorossa che conferma il cambio. Ieri la presentazione nella sede di Pallacanestro Reggiana con entrambi gli agenti sopra citati, un’ora dopo il primo allenamento con la squadra.
«L’accordo -sottolinea Dalla Salda- riguarda questa stagione e la prossima». Quindi Ramagli sarà l’allenatore della società biancorossa sino al 2010. Promozione o meno in serie A.
Dopo i rituali ringraziamenti sull’operato del predecessore, lo scenario è tutto per il nuovo tecnico.
«In Italia -dice Ramagli- ci sono posti un po’ speciali per passato, presente e spero anche futuro. Da queste parti sono passati tanti giocatori e allenatori di interesse nazionale. La città e la società sono speciali, la prima sensazione è di orgoglio. Gli obiettivi del club sono importanti non solo in chiave prima squadra ma anche di crescita dei giocatori italiani. D’altra parte il fiore all’occhiello di questa società, resta il settore giovanile. Ogni settimana passeranno da Reggio i migliori ragazzi giovani che affronteranno la società biancorossa durante le sfide giovanili. Sarà interessante seguirli da vicino per vedere come fmuoversi in futuro. In questo contesto, spero di poter essere all’altezza».
Quale impronta conta di poter dare?
«La squadra s’impara a conoscere allenandola. Dall’esterno diventa difficile cogliere quello che si può fare e verificare quello ha dentro. E’ prematuro affermare oggi come potrà essere. Una percezione più certa e veritiera, potrò averla dopo averla allenata».
Durante l’avventura con Biella in serie A (2004-2005) riuscì a raggiungere la salvezza in modo miracoloso, nella stagione 2006-2007 ha colto la serie A con Pesaro ai play off. Più difficile salvarsi o salire?
«Indubbiamente salire. Ci si può salvare anche con una serie di risultati favorevoli concomitanti, vincere un campionato, è molto più impegnativo».
A Treviso non ebbe un’avventura esaltante, Reggio rappresenta un rilancio?
«Dalla Benetton venni cacciato. La squadra trevigiana aveva una chimica pessima e per molte ragioni non decollò, però mi prendo le mie responsabilità. Rilancio? Lavoravo già con la squadra Under 18 e a spasso non ero».
Prima di accettare Reggio aveva ricevuto altre possibilità?
«Una palese (Umana) che poi non si è conclusa ed altre dove non si è andati al di là del pour parler».
Quanto ha inciso, sapere di contare su un ottimo vivaio?
«Ha pesato molto anche perché so di poter lavorare non solo sul presente ma anche sul futuro».
Ha già avuto modo di ammirare la Trenkwalder?
«Ho visto la gara contro Varese e il primo tempo di Mestre».
Come sarà il suo lavoro?
«L’allenatore è come il sarto. Ci saranno giorni in cui ci saranno aggiustamenti ed altri in cui avverranno tagli».
Qual è il basket che predilige?
«Mi piace quello intenso, dove si corre, si salta e si fa atletismo, la spettacolarità del gioco e ancor di più vincere giocando un buon basket».
A Reggio ritroverà Robert Fultz che già ebbe in organico a Pesaro.
«Per noi fu decisivo nella vittoria del campionato. Fu un’addizione importante, un’alternativa seria a Morri sostituendo Myers pieno di acciacchi. So che ha qualche acciacco fisico ed è reduce da un infortunio. Dovrà guarire al di là dell’allenatore che lo allenerà».
L’assenza di giocatori chiave quali Melli ed Infante, ha portato in squadra Ancellotti e Defant. Sa già come sfruttarli?
«Il primo è salito alla ribalta delle cronache, speriamo che pure il secondo possa fare altrettanto per sfruttare lo spazio che gli viene offerto».
Fultz, Carra e Young possono giocare assieme?
«Credo di sì, poi bisognerà trovare gli aggiustamenti per farli coesistere».
Il ritorno sul mercato può essere un’ipotesi realistica?
«Dobbiamo essere attenti per valutare le opportunità che ci possono capitare».
Qual è la sua missione?
«Il progetto sarà il ritorno in serie A».
Quando conta di avere le idee più chiare sulla squadra?
«In una settimana avremo tre gare chiave (Cremona e Casale fuori, Veroli in casa) oltre all’impegno della Final Four di Coppa Italia. Al termine di questi impegni, (inizio marzo) potremo tirare le somme».

Categoria: Basket
 

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