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Mondi diversi, momenti per certi versi diametralmente opposti. Ma gli stessi, identici punti, 14, maturati però in maniera quasi antitetica tra loro.
Di cosa diavolo parliamo? Degli ultimi due gironi di andata dei Granchi, quello appena concluso con Sacco in panca e la vittoria convincente contro Scafati, e quello della passata stagione, con Ticchi in plancia e il ko di Pavia (era il 13 gennaio 2008, e c’era proprio Giancarlo Sacco sul pino dell’Edimes) a fare da sfondo alla 15esima fatica dell’allora Coopsette.
Corsari e contenti A parte la diversità di gioco, col triangolo praticamente “rinnegato” pure da Ticchi dopo poche giornate visto che funzionava maluccio anche allora, e il nuovo basket lineare e fatto di scelte precise voluto da Sacco, c’è una profonda diversità nel dna delle due squadre. La Coopsette di Thomas e Bell poggiava quasi tutto sul fattore “casa”, con 5 successi su 7 (ko solo con Pistoia e Reggio) conquistati a Rimini e solo 2 sorrisi esterni, a Montecatini e Livorno, contro 6 sconfitte, quasi tutte tra l’altro maturate nei punto a punto finali.
Oggi narriamo di un ruolino deficitario al 105 Stadium (3-5), e di una marcia in positivo quando si viaggia (4-3, exploit a Imola, Brindisi, Pistoia e Livorno). Ma non è tutto. Nella stagione 2007-08 Rimini aveva cominciato con un 5-3 nelle prime otto giornate, mentre all’ottava di questo campionato ci si specchiava in un 2-6 che significava penultima piazza in classifica.
Nella seconda metà di andata, invece, la vecchia Coopsette rallentò di brutto (2-5, e 0-2 nelle prime due del 2008, ko contro Reggio e Pavia), mentre adesso siamo in piena “redenzione”, con 10 punti conquistati nelle ultime 7 giornate, e i 2 di Cremona letteralmente buttati via. Proprio per chiudere il paragone, ci si specchia in un bel bis di inizio anno (Livorno e Scafati).
Talento e quantità Con Scarone in naftalina prolungata (giocò le prime 4 e poi stop), la Coopsette di Thomas aveva poco talento complessivo: il solo Bell, di fatto, dispensava qualche canestro dal nulla, il resto era pura quantità. Sommatoria di recuperi, rimbalzi e difesa, ma c problemi evidenti nella gestione dei possessi chiave, quelli degli ultimi 5 minuti: oggi se mai è il mastice sotto e la quantità che latitano un po’, mentre in quanto a talento e imprevedibilità Rimini è tra le più forti del lotto.
McCray, Goss e Scarone garantiscono punti (48 di media su 80.7) ma anche divertimento e “gioco”: non è un caso, se Rimini tira nettamente meglio da vicino di quanto faceva un anno fa (54.7% da due contro il 49.7), mentre nelle famigerate triple siamo sempre li (37.4% anno scorso, 37.1 oggi). Come a dire che, se le bombe dei vari Goss, Scarone e Pinton balzano più agli occhi, c’è un lavoro di circolazione che spesso produce appoggi comodi e piazzati piedi per terra a fare la differenza.
Lavoro sporco La seconda creatura di Ticchi veleggiava nei recuperi (20.9, prima), quella di Sacco fa anche meglio (21.1, Goss a 4.1 e Scarone a 3.3, primo e terzo di specialità). Nei rimbalzi, invece, siamo in negativo rispetto al passato: pur faticando nei difensivi (22.1, contro i 21 di oggi), l’anno scorso si dominava sotto le tabelle altrui, con 13.3 carambole a sera. Oggi si è scesi a 9.4 (decimi), con troppi possessi in più per l’avversario. Sarà anche una tassa, ma se si deve migliorare qualcosa, occorre farlo qui.

Categoria: Calcio
 

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