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“Daiquiri a Chateaux San Peter”, recitava un fasullo play boy del mitico “Bar sport” di Stefano Benni. Come se fosse una località esclusiva, quando, in realtà, era Castel San Pietro, a venti chilometri da Bologna. Beh, per una volta, la località termale è al potere, grazie alla sfida tra due coach del posto: Stefano Salieri e Demis Cavina. Il primo allena la Biancoblù, il secondo, appena arrivato, Scafati. Questa sera si sfideranno al PalaMangano, l’uno a caccia dei play off, l’altro di una posizione di prestigio nella griglia. Inutile dire che si conoscono benissimo, più utile dire che si stimano, tra parentesi il giovanissimo Cavina fu vice allenatore dell’ attuale coach della squadra felsinea. Ma questa sera l’uno vorrà battere l’altro, perchè c’è una panchina che traballa, scossa da un Romagnoli che non ha accettato il lodo fatto dagli ex tesserati Eagles, e di cui lui, ora, dovrà rispondere. E pure il neo allenatore campano sa di non poter sbagliare, visto che è il terzo in stagione a guidare il gruppo, dopo Di Carlo e Bartocci: chiaro segno che la presidenza non ha alcun timore a cambiare condottiero. Organico alla mano Scafati è chiaramente favorita, più che mai in questo momento in cui l’infermeria biancoblù è gremita. Verri, vittima di una labirintite che richiede attentissimi esami clinici, non sarà della gara, lo saranno Harris, Mosley e Pini ma devono combattere rispettivamente con caviglia e ginocchio doloranti e con fascite plantare. In salute, invece, Pecile e Cournoogh, fisiologicamente tanti palloni passeranno dalle loro mani, ma è chiaro che gli servirà un aiuto dal trio che dovrà stringere i denti. Volendo anche da un Drenovac che da Salieri è stato sorprendentemente inserito nei meccanismi. Ma la società, che on vede l’ora di allontanare il coach, preferisce colpevolizzarlo di aver tenuto troppo a lungo fuori dalle rotazioni un giocatore invece di ringraziare. Il problema è che il suddetto Salieri non lo voleva, l’ha preso un dirigente che di norma acquista tesserati con una taglia di seno oscillante tra la prima e la quarta ed è pure totalmente inadatto alla pallacanestro di Stefano. Il quale, invece di insistere sul taglio, lo ha inserito. Come sarebbe divertente vedere Romagnoli costretto a tenersi il suo coach perchè vince…

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Categoria: Basket, Sport
 

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