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Battendo uno Zeleznik tutt’altro che irresistibile, la Fortitudo torna in piena corsa per le Last 16 di Eurocup, rimettendosi in piedi dopo il doppio ko contro Artland e Valencia. Il successo contro i serbi potrebbe aver rappresentato l’ultima di Dragan Sakota sulla panchina bolognese, e coincidenza vuole che avvenga proprio mentre diventano ufficiali le dimissioni a Roma di Jasmin Repesa. Dopo il quale, nessun tecnico biancoblù ha più avuto successo, quasi che ci fosse una maledizione, come per i playmaker. A Cesare Pancotto, il compito di esorcizzarla: il tecnico marchigiano potrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore dal club che intanto avrebbe saldato le spettanze per il 2008 legate al mutuo del Paladozza.

Sakota rispolvera Malaventura per il quintetto base, mandando subito in campo Papadopoulos di fronte al promettentissimo classe ’91 Musli. Il pivot greco mostra che il flusso positivo (solo per lui) di domenica non è esaurito, e si presenta con un tap-in schiacciato, seguito dalla prima tripla di Huertas in Coppa (1-7). Il play brasiliano attacca il canestro e sul 5-13 ha già 7 punti, ma l’ingresso di Covic lo innervosisce: da qui nasce un doppio tecnico che, unito al precedente antisportivo di Fucka, sembra togliere inerzia alla Fortitudo (18-19).

E invece l’ingresso degli Usa cambia la partita, visto che se prima Strawberry apre con due errori grossolani (uno dei quali riparato da Papadopoulos), Woods e Gordon fanno cambiare marcia alla Effe. Strawberry segue i due connazionali, e con un gioco da tre punti, seguito da uno schiaccione di Woods in contropiede chiude il 15-0 bolognese (20-38). Lo Zeleznik sarebbe a zona, ma nessuno se ne accorge visto che i serbi fanno collezione di palle perse (12 a metà, contro le sole 3 della Fortitudo, chi l’avrebbe mai detto?) e la Effe non deve quasi mai attaccare la difesa schierata. E quando lo fa, Woods segna dalla distanza e Strawberry segna in penetrazione (24-45), prima che due liberi di Gordon permettano di toccare quota 50 poco prima dell’intervallo (30-50). Definirlo il miglior primo tempo della stagione biancoblù è persino riduttivo.

La ripresa inizia con altro piglio, per una Effe che con Gordon in regia perde fluidità, ma che può permettersi di usare il limitatore (e non lo risparmierà, vista la ripresa da 20 punti) visto che i serbi collezionano errori grossolani, a partire dal playmaker Covic (che non fa nulla per togliersi di dosso l’etichetta di figlio del presidente del club, con il suo 0/7 al tiro), e che finisce per coinvolgere persino il leader Labovic. Così Sakota mostra rotazioni dure da comprendere, tra i minuti con Strawberry da play in cui la Effe si blocca completamente, e i soli due cambi nel quarto periodo, quasi a lasciare che la barca arrivi in porto per inerzia. Per essere il passo d’addio, dopo quel primo tempo si poteva sperare in una chiusura più brillante.

FMP Zeleznik Belgrado-Fortitudo Bologna 59-70
FMP: Protic 7, Zivanovic 8, Pniny 2, Labovic 14, Musli 6; Lazic, Samardziski 11, Jeremic 5, Covic 4, Markovic 2, Ilic, Raduljica. All. Klipa.
Fortitudo: Huertas 7, Malaventura 2, Mancinelli 5, Fucka 8, Papadopoulos 13; Strawberry 13, Gordon 10, Woods 11, Cittadini 1, Achara. Ne: Slokar e Sanguinetti. All. Sakota.
Arbitri: Christodoulou (Gre), Kolar (Slo) e Lucis (Let).
Parziali: 18-23. 30-50. 46-59. 59-70.

Huertas – voto 6 – (2/5, 1/1) – Parte bene, attaccando il canestro, e nel quintetto senza americani (e che quindi esegue lo schema) non deraglia. Si prende con Covic, ed esce dalla partita, anche perché Sakota si affida agli Usa. Quando rientra, mette una pezza ad una squadra con pericolosi istinti suicidi.
Malaventura – voto 6 – (1/3, 0/2) – A sorpresa in quintetto dopo l’n.e. di domenica, e forse lui per primo è disorientato, visto che continua a litigare con il ferro, mentre in difesa si mostra solido.
Mancinelli – voto 6 – (1/3, 1/2) – A un passo dallo svogliato, risente ancora del peggior derby della sua carriera, e in avvio è l’unico che dal post basso non riesce a generare gioco. Poi è nel quintetto che spezza la partita, ma viaggia in scia agli americani.
Fucka – voto 6,5 – (2/2, 3/4, – ) – Divide lo spazio in post basso con Papadopoulos, e lascia il proscenio al greco, mettendo comunque un paio di bei canestri in avvio.
Papadopoulos – voto 7 – (1/2, 6/13, – ) – Contro alcuni dei rari spauracchi dei serbi (il trio Musli-Samardziski-Raduljica) resta il punto di riferimento dell’attacco, dove gioca bene sul perno. Piace soprattutto la presenza difensiva, contro il quale le piccolissime guardie serbe vanno a sbattere senza vedere la luce.
Gordon – voto 6,5 – (4/4, 3/4, 0/3) – A metà tra un eccellente secondo quarto, ed un terzo periodo di non regia sebbene sia lui quello deputato a portarla su chiamando lo schema. Circolazione della palla questa sconosciuta, anche se in 17’ chiude senza palle perse. La notizia del giorno.
Strawberry – voto 6 – (9/11, 2/7, 0/3) – A casa di chi scrive, 7+3 (tiri su azione) fa 10, più 3 palle perse sono 13, più 5,5 (i liberi diviso due) diventa 18,5. Ecco 18,5 possessi in nemmeno 25’ oggi se li può permettere Vincenzo Esposito in B1, bisognerà spiegarlo al ragazzo che comunque non risparmia una stilla di energia e subisce 6 falli. Anche se in regia, nel terzo quarto, fa cose vietate ai minori. Quantomeno prima aveva contribuito a spezzare la partita.
Woods – voto 6,5 – (4/4, 2/3, 1/1) – Una gara sufficiente per riassumere Qyntel Woods. Un secondo quarto (11 punti col 100% in 9’) che pagheresti cinque volte il biglietto, poi un lento abbiocco dopo l’intervallo, fino alla gomitata gratuita nei confronti di Zivanovic, dopo la quale si vede gli ultimi 12’ dalla panchina.
Cittadini – voto 5,5 – (1/2) – Tre falli in 2’13”, e valutazione di nuovo negativa. Nell’ultimo mese ha superato lo zero di valutazione una sola volta. Che Pancotto, con cui a Teramo visse un’ottima stagione, sia l’ultima speranza?
Achara – sv – rivede il campo dopo un paio di misteriosi n.e.

Le parole di Dragan Sakota – “Abbiamo disputato sicuramente una prova importante per noi, la prima vittoria in EuroCup indispensabile per restare in corsa per la qualificazione alla seconda fase. Abbiamo rispettato i nostri avversari dal primo momento, conoscevamo la loro pericolosità ed abbiamo iniziato la partita con la carica giusta. Il nostro problema rimane la poca continuità nel corso dei 40’. Questa sera era importante proprio partire forte in difesa per limitarli in attacco. Quando siamo calati d’intensità i nostri avversari hanno dimostrato il loro valore, ma a quel punto abbiamo saputo riprendere in mano le redini della gara. Papadopoulos? Questa sera è apparso meno efficace rispetto al derby ma si è fatto sentire, come dicono le statistiche, sotto canestro limitando i padroni di casa”

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