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ALLA FINE è stata la Virtus a spuntarla per Petteri Koponen. La trattativa per il regista finlandese, inseguito anche dalla Fortitudo, è stata durissima come racconta il patron bianconero Claudio Sabatini. «Dopo un anno di attesa, siamo riusciti a portare a Bologna Petteri Koponen. L’operazione è stata molto più complessa rispetto a quella di Boykins e abbiamo dovuto convincere lui, il club, la madre, e i suoi agenti americani. Avrà un contratto di 4 stagioni, con una Nba escape ogni anno a luglio, perché è comunque è una prima scelta e se andrà via, noi verremo economicamente molto ben ricompensati. Il suo contratto avrà anche spazi per diverse sponsorizzazioni: Koponen in questo momento è il secondo sportivo finlandese più famoso, dopo Raikkonen, di cui noi siamo chiaramente tifosi».
Quando arriverà a Bologna?
«Ora è impegnato con la sua nazionale in Finlandia per la qualificazione ai prossimi europei e a breve affronterà l’Italia. Lo abbiamo firmato alle 5 di ieri mattina dopo molte notte insonni. La concorrenza è stata forte e anche molto vicina ma Sacrati, Savic e Martelli devono ancora mangiare tanti panini per arrivare davanti a noi».
Con il suo arrivo, può finalmente svelarci gli obiettivi della Virtus?
«L’obiettivo è sempre quello di ripagare l’affetto dei nostri tifosi, e i primi segnali sono stati piacevoli: mai avuto 500 persone al raduno. Con Petteri abbiamo concluso il nostro mercato, e siccome sono uno che si è sempre preso le sue responsabilità, se l’anno scorso mi sono accollato tutte le colpe, ora ho voluto mettere becco in tutte le scelte, che sono state comunque avallate da Pasquali. Io ci metto la faccia, ma i tifosi meritavano questo sforzo economico. Non voglio pensare a quanto ammontano gli stipendi della prossima stagioni, se ci avessi pensato non avrei fatto questa squadra. E’ la prima volta che il bilancio non chiuderà in pareggio».
Nella trattativa con Koponen, è vero che la Nokia ha avuto un ruolo importante?
«Ci ha dato una grande mano, e per questo abbiamo modificato il nostro precampionato, andando a giocare in Finlandia contro la sua ex squadra, che ha sede vicino alla Nokia. E’ questo uno degli anelli che è mancato ai nostri avversari, in particolare alla Fortitudo».
Dovevate allestire una squadra corta e invece avete ingaggiato 10 uomini 10: come mai?
«Volevamo solo 8 giocatori, poi Chiacig ha dato la sua disponibilità a restare in Virtus, e così siamo saliti a quota nove. Magari il decimo sarebbe stato meglio averlo come uomo da panchina, ma adesso abbiamo messo a disposizione dell’allenatore dieci giocatori davvero intercambiabili, a cui aggiungeremo due giovani, uno dei quali sarà Malagoli. Faremo qui la final eight, spero di fare la final four di Eurochallenge, e se tutto andrà bene in febbraio-marzo giocheremo quasi venti partite. Un buon allenatore come Pasquali saprà sicuramente gestire una panchina così lunga, e i buoni giocatori sapranno trovare i propri spazi senza problemi, e soprattutto sapranno sacrificarsi».
Come si posiziona la Virtus nella gerarchia dei club italiani?
«Siena, Roma e Milano sono grandi club, noi stiamo dietro a loro, poi ci sono Treviso e Avellino dove Markovski ha fatto una buona squadra. Infine ci sono le squadre di seconda fascia, con riferimento non casuale alla Fortitudo che ha preso i nostri scarti. Sentirci la regina del mercato mette pressione, ma dopo aver passato una stagione in cui contavamo i giorni che mancavano alla fine del campionato, non ci badiamo».
Morale?
«Dovevamo cambiare tanto, sia come panchina che come dirigenza, ma ora è bello sentire che il nostro lavoro è stato apprezzato. I tifosi che recentemente si sono espressi in maniera non garbata resteranno fuori dal palasport, e se si sono abbonati riavranno i soldi indietro. Per la prima volta posso dire che questa Virtus è a livello della sua storia, peccato che la Uleb non abbia accettato la nostra richiesta di iscrizione. Certo, dopo lo scorso anno forse un po’ ce lo meritavamo, ma ora abbiamo dimostrato di essere un club con un futuro, anche per far cambiare idea all’Europa».

Categoria: Calcio
 

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