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Si scrive Ndudi Ebi, si pronuncia “En-dee Ee-bee”. è il terzo ed ultimo acquisto del Basket Club in vista della stagione 2008/2009, la decima del presidente Roberto Mascellani. La prima in serie A. Il nome Ndudi significa “vita” e questo nigeriano nato a Londra, ma cresciuto a Houston (Stati Uniti), è l’ingaggio più “luminoso” della saggia campagna di rafforzamento del team bianconero.
La firma dell’ala è giunta – attesa – tra la notte di sabato e domenica. Era la tessera mancante al puzzle costruito da coach Giorgio Valli: adesso, a sei giorni dal raduno, la Carife può presentare il mosaico nella sua interezza. Otto giocatori riconfermati rispetto alla trionfale scorsa stagione di Legadue, tre innesti per il necessario salto di qualità. Il navigato Massimiliano Rizzo a rilevare Francesco Foiera cui stava stretto il ruolo di quarto lungo; il giovane ma interessantissimo bomber Mykal Riley a sostituire Filippo Masoni. E poi Ndudi Ebi ad allungare il roster, considerato che in serie A si va a referto in dodici invece dei dieci canonici di Legadue. Insomma, il Club tenta di seguire lo stesso fortunato sentiero della scorsa stagione: gruppo confermato e due inserimenti per alzare il livello tecnico-agonistico. Un anno fa furono Farabello e Jamison, due certezze. Anche se Farabello era reduce da una stagione difficile in Spagna e dodici mesi prima Varese l’aveva inspiegabilmente scaricato. Stavolta i due uomini “in più” sono Riley ed Ebi, sole e luna.
Riley, 23enne dell’Arkansas, è guardia dal tiro facile. Un cigno elegante che viaggia con il 40% da tre punti e che dovrà diventare il gemello offensivo di Andre Collins. È una bella scommessa, ma se sotto l’ala protettrice di Farabello il “bimbetto” sboccia potrebbe esserci da divertirsi. Collins-Riley, sulla carta, è una coppia ben assortita. Chiaro che è anche un rischio puntare su Mykal, tutto da verificare al fuoco del suo primo campionato professionistico della carriera. E tutto da sperimentare quanto a solidità difensiva. Ma il talento c’è e squadre come Ferrara hanno il gusto ed il dovere di puntare su qualche scommessa.
Ndudi Ebi è la luna. Un 24enne con già una discreta esperienza di vita: la nascita a Londra, la fuga dalla Nigeria (viveva a Enugu) con papà Godwin, mamma Elizabeth ed i due fratelli per motivi politici. L’arrivo negli States (a Houston), poi l’high school Westbury Christian. A 19 anni rinuncia al college per rendersi eleggibile per l’Nba, ed il mondo d’orato dei canestri a stelle e strisce lo accoglie addirittura al primo giro: chiamata numero ventisei, lo prendono i Minnesota Timberwolves. In quell’anno (2003) i primi cinque furono LeBron James, Darko Milic, Carmelo Anthony, Chris Bosh e Dwayne Wade. Due stagioni a Minnesota, poi uno spicciolo a Dallas. E l’anno scorso il saluto agli Stati Uniti e l’approdo in Israele: con il Bnei Hasharon è giunto in semifinale per il titolo, essendo anche il miglior rimbalzista del campionato. Ebi non ha un tiro da fuori particolarmente solido, ma in area sfrutta un atletismo fuori dal comune. Il meglio lo offre dietro: tenace, mobile, affamato. In Israele è stato eletto nel miglior quintetto difensivo. In generale, con l’Hasharon, ha chiuso con 14.4 punti e 8.5 rimbalzi. Coach Valli l’ha visto in “diretta” nella Summer League di Las Vegas, dove Ndudi giocava con i New Orleans Hornets. Sulla carta si completa perfettamente con Harold Jamison, che ha maggiore propensione al rimbalzo d’attacco. Non muscolarmente possente, Ebi ha tempo e testa per “aggredire” il canestro. Rimane in “odore” di Nba e se col Club esplode definitivamente, la porta gli sarà riaperta. Intanto, può goderselo Ferrara…
«Sono contento di aver portato al Club, per la prima volta, un giocatore scelto dall’Nba al primo giro – diceva ieri il presidente Mascellani -; la squadra mi pare molto buona: abbiamo sostituito due giocatori di grande cuore con ragazzi altrettanto determinati e molto atletici. Affronteremo un campionato a due livelli: con le prime otto che disputeranno un torneo a parte. Noi saremo nel gruppo delle altre dieci, cercando di restare il più in alto possibile tra questo lotto di avversarie».

Categoria: Calcio
 

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