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“Ghost car”. Sono le auto fantasma. Circolano liberamente sul territorio, prendono multe ma non le pagano, fanno incidenti ma non hanno l’assicurazione, percorrono l’autostrada a velocità folli: del Tutor non hanno paura. Questo perché chi le guida non è l’intestatario. Si tratta di veicoli intestati a prestanomi o a persone inesistenti, persino a defunti. E i veicoli in questione sono utilizzati soprattutto dalla criminalità per commettere reati. Un esercito di automobili, circa quindicimila. I numeri vengono dall’operazione “Ghost car” portata a termine dalla Polizia Stradale che ha visto oltre 10mila di questi veicoli radiati dalla circolazione.
In Emilia Romagna sono stati individuati 2.183 automobili “fantasma” riconducibili a 16 persone che però non le hanno mai guidate. Solo in città e provincia sono 1.054. A Bologna il record di auto intestate appartiene a una famiglia di origine serba, composta da madre e figlio, che aveva a suo nome 479 veicoli. Mezzi che i due non avevano mai visto, semplicemente prestavano il nome per l’intestazione in cambio di 100-200 euro a macchina. Se arrivava qualche multa veniva da loro stracciata, se venivano commessi reati con quelle auto o incidenti, ammettevano candidamente con le forze dell’ordine di essere dei semplici prestanome e di non sapere nulla di reati o incidenti. Se per questi ultimi infatti si va incontro alla legge penale, ammettere di essere un prestanome implica invece solo la sfera del diritto amministrativo.

Nel video: intervista a Mirco Cristoni, Polizia Stradale di Bologna

rtmp://telecentro.meway.tv:80/telecentro_vod/rvm_tg_auto_sequestrate_20130422.mp4
Categoria: Cronaca
 

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