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Il Bologna difenderà Pioli fino alla morte. Almeno fino alla partita con il Sassuolo. Non si tratta di una difesa di ufficio o perchè non ci sono soldi per cambiare il tecnico. Ma perchè Guaraldi, con l’appoggio degli altri soci, è convinto che Pioli abbia ancora in mano la squadra, che sia possibile ancora far girare una stagione iniziata in maniera storta. Il tecnico nei giorni scorsi è parso sereno, tranquillo e con tante idee in testa. Poi ci sono cose da rivedere, come Diamanti che urla parolacce ai compagni o la condizione psichica e mentale dei difensori, che sono gli stessi della scorsa stagione ma dal rendimento decisamente in inferiore.
Guaraldi ha rilasciato nel pomeriggio una dichiarazione all’ANSA: Le ultime prestazioni della squadra hanno evidenziato una situazione critica che è sotto gli occhi di tutti. Ora arriva una lunga sosta che ci dovrà servire per analizzare gli errori e ritrovare i nostri valori. Con una certezza indiscutibili: Stefano Pioli, che gode della nostra massima fiducia. Certi – conclude – che come accaduto in passato il nostro allenatore saprà rilanciare la squadra e tirarla fuorida questa difficile situazione”.
Da Casteldebole, dove si è cominciato da oggi il silenzio stampa e gli allenamenti si svolgeranno a porte chiuse, si giura che nessun tecnico verrà contattato in anticipo, anche perchè c’è una convinzione, che chiunque è ora alla ricerca di una panchina non sarà certo per un problema di soldi che non accetterà la proposta del Bologna. Due i nomi caldi, quelli di Edy Reja e di Franco Colomba. E se da Verona c’era la voce di un interessamento per Corini, la candidatura sembra tramontare a causa della limitata esperienza in un momento difficile come questo. Entrambi hanno conoscenza importante con l’ambiente, avendo già vissuto l’esperienza rossoblù e non metterebbero nessun tipo di paletto.
Infine una nota tecnica, ma che a volte è sostanziale. Ancora una volta il Bologna ha sbagliato la strategia comunicativa: le parole del direttore generale Zanzi sono state devastanti sia dal punto di vista umano che professionale per Pioli. In pratica prima il direttore ha scomunicato il suo allenatore, poi gli ha consegnato le chiavi della squadra dicendo che la società gli farà da badante. Certo la convulsione dei momenti non ha permesso di riflettere sulle parole rilasciate davanti ai microfoni, ma tutto questo nasce dal fatto che pur avendo un ufficio stampa formato da tre persone, la società non ha mai avviato una vera strategia comunicativa, un errore enorme, specie per non uscire da situazioni come queste con le ossa rotte.

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Categoria: Calcio, Sport
 

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