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Alla fine è sempre Garilli. Uno che parla poco, ma parla chiaro. Non lo faceva da tempo, non ama troppo le uscite pubbliche. L’occasione giusta per tornare a fare una chiacchierata a taccuini aperti è la festa del Coni piacentino. Ci sono tutti: sindaco, assessori, atleti, dirigenti. C’è Maurizio Riccardi, amministratore delegato di via Gorra. Poi c’è lui, il presidente. Pochi concetti ma limpidi, la sintesi è tutto e per farsi capire basta poco.
Si parte da una panoramica sul calcio. “Il problema – ha spiegato Garilli in un’intervista rilasciata al quotidiano La Cronaca – è che la forbice tra la Serie A e la Serie B si sta allargando sempre di più. Si va verso un calcio d’élite, fatto su misura per città come Milano, Roma, Firenze, Genova. Sicuramente non per città come Piacenza, che ha un bacino d’utenza limitato: per le squadre come la nostra resteranno solo le briciole. E’ un calcio dal quale mi chiamo fuori, perché non sono come quei presidenti che vivono solo per il calcio e per la loro squadra. Io ho anche un’altra attività da mandare avanti”.
Poi il Piacenza. “Non sta giocando bene, ma a Bari ho visto una grande reazione. Certo, se avessimo giocato sempre come al San Nicola non saremmo in questa situazione. Il 70-80 per cento della colpa è nostra: dobbiamo fare mea culpa e non cercare alibi”. Secco, chiaro, coinciso: Garilli. Dopo la squadra tocca a Pioli. “Il mister mi piace perché unisce la tranquillità alle conoscenze tecniche. Ci sono allenatori che alle parole preferiscono i pugni sul tavolo, mentre Pioli ama soltanto lavorare”. Fiducia confermata alla vigilia della delicatissima sfida casalinga con il Pisa.
Allora resta il mercato. Due nomi su tutti: Bucchi e Danilevicius. Bomber scontenti, attaccanti perfetti per il gioco di Pioli. Garilli, però, cancella dalla lista dei possibili acquisti sia uno sia l’altro: “Tutto dipenderà dalla situazione degli infortunati: per me il mercato di gennaio è il mercato dei poveri, non si possono fare grandi acquisti. Bucchi e Danilevicius? No, non sono giocatori che abbiamo cercato, sono solo nomi accostati al Piacenza dai giornali”. Garilli è così: parla poco ma parla chiaro.

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