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Ed ora, verrebbe da dire, Bologna non tradire i tuoi tifosi. Il punto ottenuto a Torino contro tutto e contro tutti, in modo particolare l’arbitro Morganiti, che ha fatto l’impossibile per non creare problemi al Torino e quando ha fischiato il rigore su Osvaldo ha fatto segno come per dire “se non fischio questa la faccio troppo grossa”, ha ritrovato sé stesso, un certo gioco, almeno nel secondo tempo, e due giocatori, Marchini e Osvaldo che potrebbero essere davvero preziosi nelle ultime tre partite. L’italo argentino, in particolare, ha cambiato volto alla partita e in una partita come quella di domenica prossima con il Lecce si è probabilmente garantito un posto da titolare, magari partendo proprio da quella fascia sinistra dove può fungere anche da centrocampista difensivo.
Per il resto l’idea che ci si è fatti della partita di ieri è che tutto il male che Bologna si è fatto anche da solo, vedi la doppia vicenda legata a Volpi o a Mudingayi, siano state messe nel dimenticatoio almeno fino al termine della stagione perché l’obiettivo comune possa essere colto al di là degli errori dei singoli. Anche il gesto della presidente Menarini, mai troppo espansiva durante l’anno, di andare sotto la curva a salutare i 1500 tifosi assiepati all’Olimpico di Torino, ha dimostrato che tutti insieme è più facile ottenere l’obiettivo, che le proteste avevano le loro ragioni, ma che al dunque la squadra non rimarrà mai sola.
Dal punto di vista tecnico tattico è chiaro che lo schieramento del Bologna sembrato un po’ stravagante, con Rosina marcato a uomo e la scelta di Canarini schierato per la prima volta titolare. Poi la sfortuna ci ha messo lo zampino e il giovane rossoblu ha dovuto lasciare il campo dopo soli 13 minuti, senza dare una risposta alla scommessa del tecnico.
La cosa che ora si può dire è che bisogna chiedere scusa ad Antonioli, se in qualche occasione la critica è stata troppo violenta nei suoi confronti. Se il Bologna è tornato con ancora una speranza la gran parte del merito è sua e dunque bisogna tenerlo stretto. Infine Di Vaio: dopo 35 partite non è più scattante e incisivo come prima, ma ha tirato la carretta per tutto un campionato ed è il galleggiante a cui è appesa la salvezza del Bologna. Lui ha aiutato il Bologna per tutto il campionato, ora bisogna sostenerlo perché solo dai suoi piedi possono arrivare le giocate che possono tenere i rossoblu in serie A.

Categoria: Calcio
 

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Ed ora, verrebbe da dire, Bologna non tradire i tuoi tifosi. Il punto ottenuto a Torino contro tutto e contro tutti, in modo particolare l’arbitro Morganiti, che ha fatto l’impossibile per non creare problemi al Torino e quando ha fischiato il rigore su Osvaldo ha fatto segno come per dire “se non fischio questa la faccio troppo grossa”, ha ritrovato sé stesso, un certo gioco, almeno nel secondo tempo, e due giocatori, Marchini e Osvaldo che potrebbero essere davvero preziosi nelle ultime tre partite. L’italo argentino, in particolare, ha cambiato volto alla partita e in una partita come quella di domenica prossima con il Lecce si è probabilmente garantito un posto da titolare, magari partendo proprio da quella fascia sinistra dove può fungere anche da centrocampista difensivo.
Per il resto l’idea che ci si è fatti della partita di ieri è che tutto il male che Bologna si è fatto anche da solo, vedi la doppia vicenda legata a Volpi o a Mudingayi, siano state messe nel dimenticatoio almeno fino al termine della stagione perché l’obiettivo comune possa essere colto al di là degli errori dei singoli. Anche il gesto della presidente Menarini, mai troppo espansiva durante l’anno, di andare sotto la curva a salutare i 1500 tifosi assiepati all’Olimpico di Torino, ha dimostrato che tutti insieme è più facile ottenere l’obiettivo, che le proteste avevano le loro ragioni, ma che al dunque la squadra non rimarrà mai sola.
Dal punto di vista tecnico tattico è chiaro che lo schieramento del Bologna sembrato un po’ stravagante, con Rosina marcato a uomo e la scelta di Canarini schierato per la prima volta titolare. Poi la sfortuna ci ha messo lo zampino e il giovane rossoblu ha dovuto lasciare il campo dopo soli 13 minuti, senza dare una risposta alla scommessa del tecnico.
La cosa che ora si può dire è che bisogna chiedere scusa ad Antonioli, se in qualche occasione la critica è stata troppo violenta nei suoi confronti. Se il Bologna è tornato con ancora una speranza la gran parte del merito è sua e dunque bisogna tenerlo stretto. Infine Di Vaio: dopo 35 partite non è più scattante e incisivo come prima, ma ha tirato la carretta per tutto un campionato ed è il galleggiante a cui è appesa la salvezza del Bologna. Lui ha aiutato il Bologna per tutto il campionato, ora bisogna sostenerlo perché solo dai suoi piedi possono arrivare le giocate che possono tenere i rossoblu in serie A.

Categoria: Senza categoria
 

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