Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Doveva essere un intervento senza rischi: la sostituzione delle protesi del seno impiantate dieci anni prima, ma l’operazione è costata la vita a una donna di soli 63 anni. Aveva scelto Villalba per l’intervento, la clinica di Vasco Rossi e di Maurizio Cevenini, quella che i bolognesi chiamano la clinica dei ‘vip’. Anche nel marzo scorso la donna – residente a Firenze – era venuta nella clinica bolognese per sottoporsi ad un intervento di liposuzione dell’addome ed era andato tutto bene. Ma questa volta qualcosa non ha funzionato. Nelle ventiquattrore successive all’intervento la 63enne si è sentita male due volte: la prima svenendo, dicono a causa di un calo di pressione. La seconda attorno alle 18:30 di mercoledì pomeriggio, quando avrebbe avuto un attacco respiratorio importante e la figlia, che le è stata sempre accanto fin dal momento dell’ingresso in clinica, ha avvertito immediatamente i medici. Il personale sanitario, a quel punto, è intervenuto cercando di salvarla con una serie di manovre rianimatorie. Ma non c’è stato più niente da fare per lei. Embolia polmonare. Gli inquirenti stanno dirottando le indagini soprattutto sugli anticoagulanti. Sulla cartella clinica non è riportata la somministrazione di calcieparina, sostanza che serve per prevenire le embolie. Sono indagati sei medici per omicidio colposo: due chirurghi, due anestesisti e i due medici responsabili del reparto dal momento dell’ingresso in clinica della paziente fino al suo decesso. Un atto dovuto, per dare la possibilità al personale sanitario di difendersi e di nominare dei consulenti di parte nell’esame autoptico.
I familiari chiedono una spiegazione, non possono credere che la loro parente sia deceduta per un intervento di sostituzione delle protesi del seno. I medici non hanno dato risposte esaustive perciò si sono rivolti alla magistratura. Pare che la donna soffrisse di fibrillazione atriale, la più diffusa tra le aritmie cardiache, e già più volte si era sottoposta ad una operazione di chirurgia plastica, ma negli altri casi era andato sempre tutto liscio. I test prima dell’intervento non avevano evidenziato rischi, per questo i familiari erano tranquilli, i medici, l’avevano dichiarata idonea.

Categoria: Cronaca
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.