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Il Bologna guarda al futuro e lo fa attraverso la bocca del suo presidente Marco Pavignani. Non sarà un futuro tutto rose e fiori, non ci sarà una campagna ricca come era stata quello dello scorso anno, ma finalmente si può parlare di un Bologna salvo, addirittura con conti in attivo e deciso a non svendere i propri gioielli di famiglia. Ora, ai soci presenti, sembra quasi offensivo parlare di briscolone, di qualcuno che possa arrivare a offuscare con i suoi soldi lo sforzo compiuto dagli attuali proprietari, che si sono pure accollati il 40% dell’aumento di capitale di Zanetti. L’arrivo di un nome che possa prendere il posto del re del caffè non è ora utile, a meno che la persona non si proponga di acquistare tutta la società potendo offrire al Bologna un futuro migliore. Ma qui siamo nell’ambito dei sogni e dunque è meglio tenere i piedi per terra. Inutile dire che il Bologna sta costruendo la parte amministrativa e tecnica del futuro. Romano presto lascerà il posto di amministratore delegato ad un esperto della materia. I colloqui sono già iniziati e la luce verde si attende a giorni. Così come Consorte, Pavignani e Pedrelli stanno già pensando a direttore sportivo e allenatore. Fino ad ora sembra improbabile separare un gruppo che ha prodotto risultati sopra le aspettative e si attende qualche partita, diciamo non più di quattro-cinque per delineare il Bologna del futuro. Che non sarà deciso solo dai propri risultati, ma anche da quelli delle ultime tre. Se infatti il passo sarà quello delle ultime domeniche tra un mese il Bologna, anche se dovesse fare solo 2-3 punti nelle prossime tre partite potrebbe considerarsi quasi salvo se Bari, Cesena e Brescia non riuscissero mai ad ottenere una vittoria. A quel punto si potrebbe cominciare a parlare di tecnico e direttore sportivo, mentre già ora sono sul tavolo le trattative per i rinnovi dei giocatori più importanti, da Di Vaio a Della Rocca, da Moras a Britos, fino a quello di Viviano, che sarà il nodo del mercato. Sembra che l’Inter abbia deciso di puntare ancora su Julio Cesar e dunque Viviano non andrà in nerazzurro. Il Bologna ha due strade: o con un investimento notevole può pagare all’Inter una cifra tra gli otto e i dieci milioni per poi cercare di vendere il portiere all’estero la prossima stagione a molto di più, oppure venderlo alla stessa cifra chiedendone il prestito per la prossima stagione ma rischiando che l’Inter lo inserisca in qualche trattativa di mercato. Sarà lui a far girare il mercato rossoblù e prima ci sarà un accordo con la società di Moratti, prima si conoscerà il futuro della campagna acquisti del Bologna.

Categoria: Calcio
 

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