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Vittoria fondamentale per la Virtus, che esce coi due punti in tasca da Avellino dopo le polemiche dei giorni scorsi. Polemiche che alla fine si sono rivelate molto rumore per nulla, perché a parte qualche simpatica goliardata (cartelli “io non posso entrare”, tifosi vestiti da cavernicoli con tanto di clava, ecc) non ci sono stati assolutamente problemi, per fortuna. Il pubblico avellinese si è dimostrato assolutamente civile.
I bianconeri hanno vinto una partita “brutta sporca e cattiva”, in cui non hanno brillato particolarmente né per gioco espresso né per freschezza fisica, ma alla fine la posta in palio è stata portata a casa, ed è questo l’importante. L’intensità difensiva dell’ultimo quarto è stata fondamentale, così come la partita offensiva di Boykins (19 nonostante la febbre) e soprattutto di Langford che ne ha imbucati 23, con undici decisivi nell’ultimo quarto. Gli altri bianconeri (soprattutto il fischiatissimo Righetti) non hanno brillato in attacco, ma in difesa ognuno ha dato il suo contributo, e alla fine la vittoria ha sorriso ai bianconeri.
Avellino ha giocato una buona partita, trascinata soprattutto da Slay (17), che ha colto al volo l’occasione datagli da Markovski, e da un positivo Crosariol (9+7), mettendo a lungo in crisi La Fortezza con la difesa a zona 2-3. Nell’ultimo quarto però gli irpini hanno ceduto in maniera abbastanza netta, e hanno rischiato di tracollare. Sono stati poi bravi a riacchiappare al volo la partita e a giocarsela fino all’ultimo tiro.
Una nota a margine merita la gestione del cronometro. Dopo i ben noti fatti di Fortitudo-Montegranaro, questa sera si è tristemente replicato, e non una volta bensì due. Nel terzo quarto una sacrosanta tripla di Vukcevic è stata annullata perché il cronometro era stato fermato – a gioco in corso – per richiesta di timeout, o almeno così si suppone. Poi nell’ultima azione virtussina il cronometro non è stato fermato dopo il fallo subito da Langford. Ad Avellino son stati dati cinque secondi per finire la partita, quando erano senz’altro meno di tre. Continuando così si rischia sempre di più che le partite siano falsate, qualcosa bisogna assolutamente fare.

Cronaca: Avellino parte con Slay in rotazione al posto di Williams e Radulovic da pivot su Ford. Le mosse di Zare Markovksi funzionano, l’impatto di Slay è ottimo è l’Air prende subito alcuni punti di vantaggio, complici anche le sei perse della Virtus nel primo quarto. 17-13 per i padroni di casa al 10°, con bianconeri aggrappati al solo Boykins.
Dopo una tripla di Warren, che dà il +7 ad Avellino, finalmente la Virtus si sveglia e mette a segno un parziale di 9-0 tornando in vantaggio con un grande impatto di Langford. I bianconeri toccano il +3 (24-27) e potrebbero anche allungare, ma sprecano parecchio contro la non irresistibile zona irpina, e vengono ripresi dalle triple di Diener prima e Tusek poi, e vanno al riposo sotto 32-29 dopo una schiacciata di Slay dopo un pessimo rientro difensivo virtussino.
Nel terzo quarto la Virtus prova a riavvicinarsi, ma ogni volta che si riporta a contatto viene scippata. Prima dopo una solare palla persa di Porta viene data rimessa dal fondo ad Avellino, che frutta un gioco da tre punti dell’ottimo Crosariol, poi la tripla del 47 pari di Vukcevic viene incredibilmente annullata dagli arbitri perché (e si scopre almeno un minuto dopo) il tavolo aveva fermato il cronometro ad azione in corso per concedere un timeout. Una roba sinistramente simile a quanto visto al palaDozza poche settimane fa. Fatto sta che Best mette immediatamente la contro-tripla e dal possibile pareggio la Virtus va a -6, ed al 30° è sotto 50-45.
Nell’ultimo periodo i bianconeri alzano in maniera sensibile la qualità della difesa: dopo l’immediato pareggio firmato da Giovannoni e da un’altra tripla di Vukcevic (questa non contestabile), la Virtus prova a scappare grazie a Keith Langford, che segna sei punti in fila con illegale facilità. Sul 53-58 e palla in mano Giovannoni ha in mano il match point, ma sbaglia. E allora Tamar Slay riavvicina i suoi due volte, Radulovic sorpassa a 49”, Boykins controsorpassa a 31” con un gran canestro, poi Warren trova il rocambolesco punto del 64-63 dopo un’azione assurda, con pallone che gli capita in mano dopo essere stato lanciato per errore contro al ferro da un impiccato Slay. Ultima azione per la Virtus, dopo una palla contesa con freccione che premia i bianconeri Langford subisce fallo ma (e ci risiamo!) il cronometro non viene fermato. Gli arbitri danno cinque secondi da giocare, che non c’erano mai nella vita. Fatto sta che Langford fa 2/2 e l’ultimo tentativo di Diener viene ricacciato al mittente da Ford. Vince la Virtus 65 a 64. Martedì si va in Germania, per la seconda delle quattro trasferte in fila.

Categoria: Calcio
 

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