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Direttore, si respira un’altra aria dopo il cambio di allenatore e il buon pareggio contro la Roma?
“Io cerco sempre di fare in modo che ci sia un giusto equilibrio. Prima di scegliere Mihajlovic sentivo dire che sarebbe stata un scelta scellerata, poi, dopo la sua prima conferenza stampa, non si sono più sentite voci di quel genere: evidentemente ha fatto capire di avere idee chiare e competenza. Ora, non credo che abbia la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi, l’unico giudice è il campo, ma un’altra aria c’è: con questa nuova figura, si respira la speranza e la convinzione di poter fare bene. Di un allenatore mi piace vedere la dedizione sul campo: i frutti che si raccolgono sono quelli del lavoro settimanale e ho visto allenamenti intensi, anche divisi per reparto, e una preparazione atletica assolutamente convincente. Mihajlovic non avrà mai allenato prima, ma sa di calcio, conosce le caratteristiche degli avversari, degli allenatori, dei moduli, anche sabato con la Roma ha letto la partita cambiando vari schemi di gioco: siamo sereni e tranquilli, abbiamo un altro allenatore a tutti gli effetti, un allenatore giovane che ci ha assolutamente convinto. Mi piace pensare che sia stata una scelta coraggiosa, ecco, così come la scelta di un Presidente donna: tutto molto interessante dal punto di vista mediatico, ma decisioni non semplici da prendere in questo mondo. E scegliendo Mihajlovic speriamo e crediamo che lui possa essere una pietra per costruire il futuro del Bologna”.

Perché Arrigoni è stato esonerato e Salvatori invece avete voluto trattenerlo a Bologna?
“L’allenatore ha compiti ben precisi, tra cui tenere in mano il gruppo, e il suo credo ultimamente non passava più a questa squadra, come ha detto lui stesso. Abbiamo quindi valutato la situazione dell’allenatore e non poteva più essere lui il condottiero di questa squadra. Quanto al direttore sportivo, se da un lato vengono criticate certe scelte di mercato, dall’altro non ne vengono osannate altre, come quelle che hanno portato a Bololgna Di Vaio o Marchini a fine estate. Comunque, non abbiamo mai pensato fossero congiunte le situazioni di allenatore e direttore sportivo: se l’avessimo valutato positivo per la società saremmo intervenuti anche in questo senso, ma il nostro Salvatori è una persona corretta, trasparente, degna di stare in questa società e il suo contributo sarà utilissimo al momento di pensare al mercato, assieme all’allenatore”.

A proposito, arriverà qualche svincolato questa settimana?
“No. A me è piaciuto il ragionamento fatto sin dall’inizio da Mihajlovic: non pensiamo a chi può venire, abbiamo questo materiale e cerchiamo di ottenere il massimo con i giocatori che abbiamo. Dovrà passare un po’ di tempo perché verifichi tutte le potenzialità di questo gruppo e possa valutare se sarà opportuno rinforzarlo da qui a gennaio o direttamente alla riapertura del mercato. Ora è un po’ presto per farlo”.

Lei è da tre mesi nel calcio: cosa l’ha colpita di questo mondo?
“Prima di tutto la mia serenità: in questi mesi è successo un po’ di tutto, ma la notte dormo! Mi ha colpito il fatto che tutti siano giustificati a criticarti e insultarti: pensavo ci fossero milioni di allenatori nel nostro Paese, invece ci sono anche milioni di direttori generali! Sappiamo che non ascoltare e chiudersi a riccio non va bene, ma nello steso tempo vogliamo essere noi a sbagliare o a fare bene. E mi ha colpito l’attaccamento dei tifosi alla squadra: non deve sfociare in certe esagerazioni, ma il “fuori le palle” all’uscita del tunnel o il passare attraverso di loro in aeroporto anziché fuggire da un’altra uscita sono cose che spronano, non solo i giocatori ma anche la società. Sono convinto che a Bologna si possa riuscire a fare bene: ci sono tutti i presupposti, compresa la pazienza e l’attaccamento dei nostri tifosi. E poi aggiungo una cosa: la società deve farsi sentire a livello nazionale. Mi riferisco ad arbitri e assistenti: senza voler polemizzare, li inviterei ad una maggiore attenzione anche nei confronti del Bologna. Con la Roma un nostro attaccante è stato fermato a due passi dal portiere per un fuorigioco inesistente, una gomitata di Nedved ci ha privato di un giocatore importantissimo ma non è stata sanzionata, il rigore per l’Inter a Milano non era da assegnare… Non urliamo allo scandalo, li consideriamo semplici errori, ma invitiamo a una maggiore attenzione perché non ci può andare bene tutto: mi mordo lingua una o due volte, ma alla terza lo dico”.

Categoria: Calcio
 

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