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UN’OCCASIONE per Bologna, il messaggio è questo. E non una delle tante sfaccettature della guerra intestina tra due fazioni che si scambiano colpi più o meno bassi, botte e risposte, accuse e smentite, saldando quasi in lobby trasversali i loro uomini sui vari fronti, dai seggi della politica cittadina agli sportelli bancari dove transitano vicende e destini collegati. Presentato ieri da Gilberto Sacrati, e dai suoi architetti progettisti, il Parco delle Stelle è un business privato, ma che ambisce a interpretare il rilancio d’immagine e strategia della Bologna che verrà: quella del 2012, il vagheggiato anno della svolta, tra nuova stazione ferroviaria e ampliamento dell’aeroporto. Nel giorno della caduta dei mezzi veli, e nel giorno in cui almeno l’arena da 15.000 ha finalmente avuto un volto. Sacrati ha mostrato al suo fianco chi al progetto ha dedicato passione e lavoro. Investendo anche su su sogno, come ha spiegato l’amministratore delegato di Arup Italia, trust di ingegneri vocati alla realizzazione di impianti sportivi. «E’ la prima iniziativa in Italia in cui una persona mette risorse ed energie su unprogetto di questo tipo – ha detto Maurizio Teora -. Finora abbiamo lavorato solo su progetti pubblici, incapaci poi di produrre quanto serve a farli funzionare. Qui invece è stato un obiettivo fin dal primo giorno, e una volta realizzato risulterà un riferimento anche all’estero. L’impianto è molto più moderno di quanto siamo abituati avedere e vanterà pure soluzioni uniche, sul piano del risparmio energetico, collegate al vicino termovalorizzatore di Hera. Non vediamo l’ora di partire». Sacrati ha dato alcuni di quei numeri che poi finiscono sullabocca di tutti: attorno ai 400 milioni di euro i costi per la costruzione di tutte le strutture del Parco, dando lavoro ad imprese locali per la nascita e poi a circa 2000 addetti quando tutte le aree saranno in funzione: arena, hotel, centro wellness, negozi, cinema, discoteca, ristoranti. «Io dico solo grazie a chi da due anni e mezzo ad oggi ha supportato la mia idea. Ringrazio la città, quelli che ci credono e quelli non ci credono: tutti m’han dato forza per andare avanti». E i soldi? «Ci sono, altrimenti non saremmo qui a parlar di nulla. Non dobbiamo fronteggiare vincoli, l’area è predisposta per ospitare quello che ci costruiremo. E facendoci arrivare la gente secondo il piano trasporti già presentato. Perché abbiamo divulgato solo materiale già concordato ed approvato dalle istituzioni». Tra quelle cestistiche, per la Fiba, ossia la federazione internazionale, ha parlato Aldo Vitale. «Le religioni sono divenute grandi grazie alle cattedrali, ai templi, alle moschee. Anche a noi del basket servono luoghi che attirino fedeli. Lo Study Center di Fiba è nato per far lavorare nelle migliori condizioni la gente del basket: giocatori, staff, giornalisti. Così s’è fatto per gli impianti di Pesare, Saita-ma, Atene, Belgrado, Pechino. Il Parco delle Stelle è uno slancio nel futuro che darà a Bologna statura internazionale, oltre i provincialismi e le diatribe locali». Un’area raccoltainteramente sotto l’unico cappello di una collina verde, artificiale ma fruibile: lO ettari, un posto «sicuro, per tutte le età, bambini, famiglie» è stato detto. Ci si arriverà con la metrotramvia, è l’augurio misto a fiducia, ma avrà cinque piani sotterranei di parcheggio. Nel pomeriggio, Sacrati e Vitale sono stati poi ricevuti dal sindaco Cofferati, omaggiato del volume che illustra la candidatura di Bologna, dentro quella dell’Italia, per i Mondiali 2014. Lo sfo-glierà il successore. Lui intanto l’aveva fatto partire.MSIEMEOA COFFERATIVitale e Sacrati hanno poi portato al sindaco Cofferati ilbook della candidatura dell’Italia al Mondiale 2014

Categoria: Basket
 

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