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La Fortitudo è tornata ieri a casa e la prima cosa che ha fatto è stata chiudersi in palestra per allenarsi in vista della battaglia di domenica sera con Teramo. Molto più delicata rispetto ai due punti che assegna. La fine della campagna europea non è motivo per festeggiare, la striscia perdente che dopo Milano è arrivata a quota cinque (Pesaro, Cantù, Caserta in campionato, Artland e Valencia in Eurocup) è preoccupante anche se la squadra – eccezione la gara con la Scavolini – non sbraca e quindi qualcosa si intravede.

SITUAZIONE – «Non voglio si pensi che ci accontentiamo di perdere bene. Tra Caserta e Valencia volevamo invertire un trend negativo e non l’abbiamo fatto. Questo è il dato di partenza – dice coach Cesare Pancotto – Ma se devo fare un discorso globale allora tra carattere, difesa, miglioramenti nell’esecuzione dei giochi non posso da allenatore non notare che ci sono state cose positive. Quello che manca è la capacità di fare la cosa giusta quando si decide la partita. A Valencia la differenza l’ha fatta un rimbalzo preso al 24° secondo, un tiro da sotto concesso incautamente, a parte il tiro da tre, il primo della stagione, del centro Ermal Kuqo. Il processo di crescita prosegue, ma resta il fatto che abbiamo perso, siamo feriti nell’orgoglio e arrabbiati. Ma dico anche che ne possiamo uscire».

FINALI – «Il problema è fare un salto di qualità come squadra. Sicuramente c’è un aspetto mentale da combattere ma ci sono anche questioni tecniche da correggere. Non c’è un motivo solo se perdiamo i finali in volata. Abbiamo bisogno di sbloccarci per prendere fiducia e riprendere a vincere. Ma questa squadra può farlo solo collettivamente».

QUINTETTO – «A Valencia ho cambiato il quintetto per fare una verifica, crearmi nuove opportunità tattiche. Poi non è una questione di chi parte ma di assetto. Volevo vedere a che punto è Dalibor Bagaric, quanto posso contare su di lui in questo momento. In generale la risposta della squadra è stata positiva, perché il primo quarto con il quintetto inedito l’abbiamo gestito bene, abbiamo tirato bene da tre, abbiamo tirato bene i liberi, la nostra valutazione è stata ancora migliore di quella avversaria. Cosa significa? Significa che quantitativamente ci siamo, ma la qualità dobbiamo ancora trovarla. E’ quello che dicevo prima. A Valencia abbiamo mandato cinque uomini in doppia cifra e non era la prima volta. Vuol dire che giochiamo di squadra e troviamo l’uomo giusto. Ma… stavolta ci hanno fregato le palle perse».

MALAVENTURA – «Non volevo spaiare la coppia Woods-Strawberry, volevo difendere forte su Ruben Douglas. Era un segnale alla squadra: partiamo con un assetto difensivo. Abbiamo difeso bene, sono contento della difesa, ci sono stati tanti piccoli segnali. Non abbastanza però», rileva il coach.

TERAMO – «Lo so – ammette Pancotto – dobbiamo espugnare il Paladozza. So che in questo momento il rapporto con il nostro pubblico è complesso ma come allenatore il mio dovere è concentrarmi sulle questioni tecniche e fare in modo che la squadra pensi solo alle questioni tecniche. La differenza è che domenica sera dovremo esprimere quello che abbiamo dentro, per cui stiamo lavorando sotto una grande pressione. Ma ce la siamo creata da soli e da soli dobbiamo uscirne».

Categoria: Basket
 

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