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Pablo Daniel Osvaldo è rientrato in campo nel finale di gara contro la Juventus a poco più di un mese di distanza dall’infortunio di Udiine.
“Ho tanta voglia di tornare a giocare con continuità: qui ho fatto solo tre partite, poi l’infortunio mi ha tenuto fermo per un po’ e voglio recuperare al più presto la mia condizione. A Udine, tra l’altro, mi sentivo bene: avevo fatto un buon inizio di gara, toccando non molti palloni ma giocandoli bene. Ma ora mi lascio tutto alle spalle e spero di tornare presto su buoni livelli”.

Anche perché al Bologna servono i tuoi gol.
“Spero di sbloccarmi il prima possibile: in questa stagione non ho ancora segnato e chiaramente il pensiero va anche a questo. Ma la cosa più importante è riuscire a vincere e a ritrovare la miglior condizione fisico-tecnica. Poi tornare al gol mi farà molto piacere e sarebbe bellissimo iniziare già domenica contro il Cagliari: anche se so che in A non è mai facile segnare, a maggior ragione dopo un po’ di tempo in cui non giochi, sono qui per questo e mi prendo le mie responsabilità, sperando di dare il mio contributo per riuscire ad ottenere il prima possibile l’obiettivo della salvezza”.

Come si può sfruttare al meglio tua presenza assieme a Di Vaio?
“Sarà il mister a valutare il modulo e la posizione in cui ci vede meglio, se ritiene di mettermi in campo. Io cerco di adattarmi più posibile a lui, ai suoi movimenti: Di Vaio è in gran forma ed è giusto sfruttarla al meglio”.

Tu in che posizione ti trovi più a tuo agio?
“Mi trovo molto bene sia in posizione più centrale che come esterno: ho fatto tutti e due i ruoli anche in passato. In fase offensiva cambia poco, dovrei stare sempre vicino alla punta, ma la fase difensiva è diversa: giocando sull’esterno bisogna rincorrere il terzino, mentre in mezzo c’è da stare in marcatura sul centrocampista centrale avversario. Tutti dobbiamo sacrificarci, comunque: non ci possiamo permettere di avere giocatori che in campo stanno fermi quando la palla è in mano agli avversari”.

Nutri un po’ di sana invidia per Pazzini, come te ceduto in gennaio dalla Fiorentina, dove giocavate entrambi poco, e subito protagonista nella Sampdoria?
“No, invidia no. Giampaolo è un mio grandissimo amico: ci sentiamo ancora e ho detto anche a lui che mi fa piacere vederlo segnare tanto; è un grandissimo calciatore, oltre che un bravissimo ragazzo, e si merita quello che sta vivendo”.

Pensi che alla Fiorentina si siano pentiti di aver ceduto te e Pazzini?
“Sicuramente di aver ceduto Pazzini: ha 24 anni, è un attaccante forte e ha davanti a sé un futuro enorme, io se fossi stato al posto di qualcun altro non l’avrei ceduto. Quanto a me, penso solo a far bene per me, per il mio futuro e per il Bologna, non per rancore verso qualcuno: non penso a quello che è successo prima e, se c’è qualcuno che non ha creduto in me, spero che un domani possa dire di essersi sbagliato perché vorrebbe dire che nel frattempo io ho fatto qualcosa di buono”.

Sei arrivato qui come colpo principale del mercato di gennaio: l’attesa che c’è nei tuoi confronti è un peso per te?
“No, non è un peso: la pressione si sente ma fa anche piacere, perché se da te ci si aspetta tanto vuol dire che vieni ritenuto un giocatore importante. Qui i tifosi mi hanno fatto capire sin dall’inizio che da me vogliono buone prove e tanti gol: spero di ripagare le loro dimostrazioni di affetto con le mie prestazioni”.

Categoria: Basket
 

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