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C’è anche l’ospedale Bellaria di Bologna nel mirino dell’inchiesta condotta dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza sulle gare d’appalto milionarie, pilotate per fare vincere sempre la stessa azienda, la società svedese Elekta, leader nella fornitura di apparecchiature mediche. Dieci appalti truccati in aziende sanitarie di mezza Italia per un valore di 30 milioni di euro.
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I manager della Elekta corteggiavano i dirigenti della sanità pubblica, promettevano loro regali e in cambio ottenevano bandi cuciti su misura per la fornitura di macchinari medici. Elekta era arrivata a ricattare l’azienda pubblica intimando delle modifiche al capitolato, in alternativa la gara sarebbe andata deserta e l’ospedale sarebbe rimasto senza fornitura. E’ il caso di Bologna, dove al Bellaria il bando per l’installazione di un macchinario da 1 milione e 400mila euro per la radioterapia oncologica – un acceleratore lineare doppia energia – è stato corretto in corso d’opera. Avvisi di garanzia sono stati notificati al direttore del Dipartimento di Oncologia e primario della Radioterapia del Bellaria, Giovanni Frezza, e alla responsabile del Dipartimento di Ingegneria clinica Elisabetta Sanvito. Con loro è indagato Fabrizio Mannelli, procuratore di Elekta, per turbata libertà di scelta del contraente.
L’inchiesta, su scala nazionale, denominata “Gare d’assalto”, ha portato ai domiciliari 4 manager della società, accusati di associazione per delinquere e turbativa d’asta, e all’iscrizione nel registro degli indagati di 22 persone, tra cui dirigenti ospedalieri. Le indagini sono partite un anno fa dopo un’anomala gara dell’Istituto Nazionale dei Tumori per la fornitura di un macchinario di radioterapia oncologica. Da lì si è scoperto il metodo utilizzato da Elekta nei vari ospedali: i suoi manager prendevano accordi con dirigenti e primari per ottenere e vincere i bandi ‘cuciti su misura’. L’azienda presentava alle strutture ospedaliere i macchinari più costosi ma migliori dal punto di vista dei requisiti tecnici e in breve avevano in tasca l’appalto.

Categoria: Cronaca
 

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