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In attesa dei fuochi d’artificio previsti in serata nella grandiosa cerimonia inaugurale, Cina e Stati Uniti si sparano cannonate verbali, anche se l’impressione è che le due superpotenze giochino coi fucili a tappo, visto che le scaramucce mediatiche delle ultime ore non intaccano certo gli affari economici ipermiliardari tra i due blocchi e al ricevimento ufficiale dei rappresentanti stranieri, alle 12.30 al Palazzo del Popolo, è stato un festival di sorrisi tra Bush e il premier cinese Hu Jintao.
SCHERMAGLIE – Il presidente Bush è arrivato ieri sera a Pechino e questa mattina, all’inaugurazione della nuova ambasciata statunitense, ha nuovamente chiesto “libertà d’espressione” per il popolo cinese. “Noi crediamo fermamente – ha detto con enfasi Bush – che le società le quali permettono libertà d’espressione tendono a essere più prospere e più pacifiche”. Ieri, nella tappa di avvicinamento in Thailandia, Bush aveva espresso “profonda inquietudine” per l’esercizio delle libertà religiose e per la difesa dei diritti dell’uomo in Cina, confermando l’avversione alla “detenzione di dissidenti politici”. Le autorità di Pechino avevano immediatamente protestato contro questa “ingerenza” per bocca del ministro degli Esteri, Qin Gang. E la vendetta – un vero dispetto da tempi di Guerra Fredda – è arrivata immediata: una cinquantina di giornalisti che accompagnano la visita di Bush, arrivati nella capitale cinese con un aereo subito dopo l’atterraggio dell’Air Force One, è stata bloccata per oltre due ore e sottoposta a minuzione procedure di controllo e registrazione, in contrasto con quanto solitamente previsto a livello diplomatico per le visite di Stato.
GIGANTISMO – Insomma, la lotta tra Cina e Usa per il primato nel medagliere, mai come in questa edizione in discussione, è già “calda” a livello politico. Il conto alla rovescia dei Giochi vive il giorno più lungo, una estenuante attesa delle 8 di sera, quando comincerà la cerimonia inaugurale per la quale sono stati spesi 100 milioni di dollari. Come ormai tradizione, sarà uno spettacolo all’insegna del gigantismo, con la regia prestigiosa del maestro Zhang Yimou: per durata (oltre tre ore), numero di spettatori (90mila), di fuochi d’artificio (29mila), di persone impegnate nello show (15mila figuranti visibili, qualche altro migliaio di supporto), di spettatori (4 miliardi il dato stimato).
METEO – Pechino si è svegliata nella solita inquietante cappa grigia. Le previsioni del tempo indicano una temperatura di 28°, ma il dato che conta è l’85% di umidità. Resta un 20% di possibilità di pioggia per l’ora X, ma sembra scongiurato il pericolo di una cerimonia bagnata (domani invece le precipitazioni sono classificate come “probabili”). Quanto alla qualità dell’aria, non c’è da preoccuparsi troppo. E non tanto per le poco convincenti rassicurazioni del presidente del Cio, Jacques Rogge, secondo il quale “l’inquinamento sta scendendo e non ci sono pericoli per gli atleti”. In realtà, al di là delle rilevazioni ufficiali, i dati indipendenti raccolti da esperti interpellati dall’agenzia Ap hanno rilevato una concentrazione di 373 microgrammi per metro cubo di PM10, le polveri sottili così dannose per l’organismo: secondo l’Oms sopra ai 50 l’aria non è più “pulita”. Ci affidiamo allora al parere di Hans Troedsson, capo dell’Organizzazione mondiale della sanità in Cina. “Gli atleti e i visitatori che si fermeranno poco tempo non correranno rischi per la loro salute – ha detto – molto diverso è il caso dei residenti”, che hanno ottime possibilità, ma non è certo una fortuna, di sviluppare asma, disturbi respiratori e cardiaci. Tratteniamo il fiato, i Giochi stanno per partire.

Categoria: Basket
 

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