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E’ una di quelle giornate in cui i tifosi non possono che aspettare. Dopo aver dimostrato ieri tutto il proprio affetto alla squadra portandosi in cinquecento sotto una fitta nevicata in attesa del pullman e mangiando a pane e Porcedda, ora tocca a chi ha i soldi farsi sotto. E’ rimasta una sola settimana di tempo per chi ha intenzione di salvare il Bologna. Dei salvagenti ne sono stati aperti tanti: questa mattina incontro tra Sabatini e Consorte per capire esattamente com’è la situazione, poi in serata l’esito della due diligence che per qualcuno sembra possa essere una mazzata per tutti. Potrebbe anche essere peggio della verità nel caso in cui Consorte decidesse di assolvere solo alla prima parte del compito a lui dato da Porcedda, cioè quello della verifica dei conti. Se invece il presidente di Intermedia avrà trovato anche un compratore, o sarà vicino a trovarlo, inizierà proprio da questa sera anche la seconda fase. Gli altri salvagenti sembrano essere molto ipotetici. Il primo è quello legato alla trasferta in Inghilterra di domani dell’amministratore delegato Marras, per verificare l’interesse di un grosso imprenditore estero. Ancora più nebuloso il possibile acquirente nelle mani del consulente di mercato Carmine Longo, personaggio che sarebbe stato avvicinato fin dalla trasferta di Napoli. Nello stesso momento alle 16.30 a Cagliari Porcedda e Marras, con Francesca Menarini collegata in audio, hanno iniziato un Consiglio di Amministrazione per approvare un bilancio che ha buchi spaventosi e che potrebbe anche essere l’inizio della fine se non venisse approvato un aumento di capitale di 15 milioni, quelli necessari per far ripartire la società. Possibile anche che si voglia attendere qualche giorno per capire se esista la possibilità che un nuovo acquirente possa accollarsi anche gli stipendi non pagati.
Ma è chiaro che tutte le antenne di esperti e tifosi sono oggi fissate nella sede di via della Zecca di Intermedia. L’interesse da parte dell’ex presidente di Unipol per la vicenda ha fatto pensare a tutti che insieme ai conti fosse pronto anche un gruppo per salvare la società. Se così non sarà non si capisce proprio quale sia stato l’intento di una persona che di certo non ha voluto speculare sul nome e la pelle del Bologna per farsi conoscere. Oramai i nodi devono venire al pettine e se non ci saranno i giusti movimenti lo spettro di un fallimento pilotato che salverebbe il titolo sportivo, o addirittura di un fallimento a tutti gli effetti che porterebbe la squadra a ripartire dalla Lega Pro, è dietro l’angolo.

Categoria: Basket
 

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